Riva del Garda «Città per la vita»

27/11/2013 in Attualità
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Di Luigi Del Pozzo

Su pro­pos­ta del sin­da­co , il Comune di Riva del Gar­da aderisce alla 12ª Gior­na­ta inter­nazionale delle Cit­tà per la vita – Cit­tà con­tro la pena di morte, pro­mossa dal­la Comu­nità di San­t’Egidio (www.santegidio.org) per saba­to 30 novem­bre. Sarà il Bas­tione veneziano, illu­mi­na­to apposi­ta­mente dal 28 al 30 novem­bre, il mon­u­men­to a rap­p­re­sentare il «logo vivente» del­la cam­pagna. Inoltre, sul sito web del Comune (www.comune.rivadelgarda.tn.it) è pos­si­bile per chi­unque lo voglia aderire all’ap­pel­lo per l’ab­o­lizione del­la pena di morte.

All’even­to, che ricor­da il 30 novem­bre di ogni anno la pri­ma abo­lizione del­la pena di morte, quel­la del Gran Duca­to di Toscana nel 1786, aderiscono oggi 1.600 cit­tà di tut­to il mon­do, tra cui 70 cap­i­tali nei cinque Con­ti­nen­ti. Si trat­ta del­la più grande mobil­i­tazione abo­lizion­ista a liv­el­lo inter­nazionale, il cui obi­et­ti­vo è sta­bilire un dial­o­go con la soci­età civile e coin­vol­gere gli ammin­is­tra­tori locali, in modo da assi­cu­rare che l’ab­o­lizione del­la pena di morte e la rin­un­cia alla vio­len­za siano una cifra iden­ti­taria delle cit­tà ader­en­ti e dei loro cit­ta­di­ni. La sper­an­za è che, pro­gres­si­va­mente sem­pre di più, tante altre cit­tà si unis­cano a una battaglia di vita, di pro­gres­so, di uman­ità.

Riva Bastione

Le cit­tà ader­en­ti si dichiara­no con­vinte che la pena di morte è la negazione del dirit­to alla vita riconosci­u­to uni­ver­salmente; è una pena finale, crudele, dis­umana e degradante, non meno abominev­ole del­la tor­tu­ra; è inca­pace di com­bat­tere la vio­len­za, men­tre legit­ti­ma la vio­len­za più com­ple­ta: quel­la che recide la vita umana, a liv­el­lo degli Sta­ti e delle soci­età; dis­uman­iz­za il nos­tro mon­do dan­do il pri­ma­to alla rap­pre­saglia ed alla vendet­ta, men­tre elim­i­na in radice gli ele­men­ti di clemen­za, per­dono e riabil­i­tazione del sis­tema del­la gius­tizia; toglie quan­to non si può resti­tuire, la vita, in caso di errore umano.

L’ap­pel­lo, inoltre, invi­ta tut­ti, anche quan­ti fino­ra han­no sostenu­to l’u­so legit­ti­mo del­la pena cap­i­tale, a riflet­tere ser­e­na­mente sul­la neces­sità di una sospen­sione delle ese­cuzioni e di avviare il proces­so ver­so l’abolizione del­la pena cap­i­tale, sec­on­do l’invito con­tenu­to nel Pri­mo Rap­por­to del Seg­re­tario Gen­erale dell’ONU del 15 agos­to 2008. Questo ricor­dan­do che oggi nel mon­do più del­la metà degli sta­ti non uti­liz­zano la pena di morte, alcu­ni l’han­no aboli­ta total­mente, men­tre altri han­no deciso nei fat­ti di non met­ter­la in prat­i­ca; che le Nazioni Unite riconoscono l’assen­za di dati capaci di dimostrare che il suo uso sia un deter­rente effi­cace con­tro i cri­m­i­ni più efferati; che da anni i reati gravi non han­no subito alcu­na riduzione sig­ni­fica­ti­va, lì dove la pena di morte è sta­ta rein­trodot­ta; che esistono meto­di alter­na­tivi di grande effi­ca­cia per pro­teggere la soci­età anche da quan­ti abbiano commes­so i cri­m­i­ni più orri­bili; che la log­i­ca crudele di “vita per vita” è avver­ti­ta come arcaica e inac­cetta­bile in gran parte del nos­tro piane­ta. Il sis­tema giudiziario prati­ca­mente ovunque cer­ca di super­are questo modo inu­mano di trattare per­sone che han­no commes­so cri­m­i­ni, anche i più gravi; infine, che nei Pae­si demo­c­ra­ti­ci, il cos­to del­la pena di morte è più alto del cos­to del­la deten­zione a vita.

 

 

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