Sabato a Riva del Garda il concerto del maestro Uto Ughi

03/09/2014 in Concerti
Di Luigi Del Pozzo

 «Fre­quen­to il Gar­da da quand’ero ragaz­zo, è un luo­go con il quale ho un legame affet­ti­vo par­ti­co­lare, per la sua bellez­za uni­ca, struggente. E per riconoscer­mi molto in questo pae­sag­gio, nel­la cul­tura, in un’at­mos­fera che non c’è da nes­sun’al­tra parte, adat­ta alla con­tem­plazione, dunque alla musi­ca e al vio­li­no».

Così il mae­stro par­la del suo atte­so con­cer­to di Riva del Gar­da, che si svolge saba­to 6 set­tem­bre all’audi­to­ri­um del­la chiesa di (l’inizio è alle ore 21). Pre­ce­du­to, ven­erdì 5 set­tem­bre al , da un pomerig­gio ded­i­ca­to al dial­o­go aper­to con gli stu­den­ti, per la sen­si­bi­liz­zazione delle nuove gen­er­azioni di musicisti alla musi­ca clas­si­ca (l’inizio è alle ore 17, l’in­gres­so libero), attiv­ità che Uto Ughi svolge con pas­sione da tan­ti anni.

Il con­cer­to fa parte di «Note dal Gar­da», un fes­ti­val nuo­vo ma dal­l’am­bizione sal­da: diventare un appun­ta­men­to di altissi­mo liv­el­lo, forte di un per­cor­so tem­ati­co itin­er­ante che si svolge in sug­ges­tive loca­tion del lago di Gar­da, e del tal­en­to di uno dei mas­si­mi vio­lin­isti del mon­do, accom­pa­g­na­to per l’oc­ca­sione da «I Filar­moni­ci di Roma», nel­l’àm­bito di un sodal­izio artis­ti­co già col­lauda­to e capace di creare even­ti musi­cali di pri­ma grandez­za. La tap­pa con­clu­si­va è pro­prio quel­la di Riva del Gar­da, dopo la pri­ma a Gargnano (mer­coledì 3 set­tem­bre) e la sec­on­da a Limone sul Gar­da (il giorno seguente). Il pro­gram­ma è diver­so per ognuna delle tre ser­ate, e a Riva del Gar­da prevede l’aper­tu­ra con Wolf­gang Amedeus Mozart e la sin­fo­nia in la mag­giore n 29 «k 201» per Orches­tra (alle­gro, mod­er­a­to, andante min­uet­to, alle­gro con spir­i­to); a seguire Tom­ma­so Vitali e la sua ciac­cona in sol minore (la ciac­cona è una for­ma musi­cale lega­ta all’omon­i­ma dan­za cinque­cen­tesca, di orig­ine spag­no­la) e quin­di l’«Havanaise» di Camille Saint-Saëns; poi Uto Ughi e «I Filar­moni­ci di Roma» eseguiran­no un’al­tra ciac­cona, quel­la di Lui­gi Boc­cheri­ni, alla quale faran­no segui­to l’ada­gio e rondò in mi mag­giore di Wolf­gang Amadeus Mozart; Med­i­ta­tion op. 42 n. 1 di Pyotr Ilych Tchaikovsky; e la fan­ta­sia sui temi del­la Car­men di Bizet scrit­ta dal com­pos­i­tore e grande vio­lin­ista spag­no­lo Pablo de Sarsate.

«A Riva del Gar­da il pro­gram­ma pro­pone pezzi molto diver­si – spie­ga il mae­stro Uto Ughi – alcu­ni molto noti, altri poco conosciu­ti, acco­mu­nati però dal fat­to di essere tut­ti molto impor­tan­ti per il vio­li­no, e come tali per essere sta­ti ese­gui­ti dai mag­giori vir­tu­osi di questo stru­men­to. I pri­mi pezzi sono improntati alla vivac­ità, per andare poi gra­data­mente ver­so reg­istri più intro­spet­tivi».

A Riva del Gar­da il mae­stro Uto Ughi si è già esi­bito in pas­sato, parec­chi anni fa, nel­lo stes­so audi­to­ri­um del­la chiesa di San Giuseppe: «Anche se è pas­sato molto tem­po me lo ricor­do bene – rac­con­ta il mae­stro – e ne conser­vo un bel ricor­do; qui il pub­bli­co è com­pos­i­to, ci sono spet­ta­tori di prove­nien­za geografi­ca e cul­tura molto diverse, ma in fon­do i pub­bli­ci di tut­to il mon­do si assomigliano tut­ti; in realtà tut­to sta alla capac­ità del­l’artista di comu­ni­care».

A Riva del Gar­da Uto Ughi incon­tr­erà anche i gio­vani stu­den­ti di musi­ca: «Sì, questo è molto, impor­tante. Lo chiedo sem­pre, dap­per­tut­to dove vado, di incon­trare i gio­vani; l’ho fat­to di recente a Roma, a Napoli, a Paler­mo, a , a Venezia. I gio­vani sono il pub­bli­co di domani, e se non coltivi­amo la musi­ca nei gio­vani avre­mo le sale vuote. Oggi il pub­bli­co è com­pos­to per la mag­gior parte da per­sone di età avan­za­ta, men­tre i gio­vani non ci sono, e questo prin­ci­pal­mente per le per caren­ze del­la scuo­la. Dob­bi­amo fare qual­cosa, sen­nò abbi­amo per­so il pub­bli­co di domani».

Il fes­ti­val «Note dal Gar­da» è orga­niz­za­to dal­l’as­so­ci­azione cul­tur­ale «Arturo Toscani­ni» di Sav­igliano, con la direzione artis­ti­ca del mae­stro Uto Ughi e la col­lab­o­razione dei Comu­ni di Gargnano sul Gar­da, Limone sul Gar­da e Riva del Gar­da.

 

Uto Ughi

Vio­lin­ista di fama inter­nazionale, ha suona­to nelle più impor­tan­ti cap­i­tali europee, nei prin­ci­pali fes­ti­val e con le più rino­mate orchestre sin­foniche, tra cui quel­la del Con­cert­ge­bouw di Ams­ter­dam, la Boston Sym­pho­ny Orches­tra, la Philadel­phia Orches­tra, la New York Phil­har­mon­ic, la Wash­ing­ton Sym­pho­ny Orches­tra e molte altre, sot­to la direzione di maestri quali Bar­bi­rol­li, Bychkov, Cec­ca­to, Celi­bidache, Chung, Cluytens, Colon, Davis, de Bur­gos, Gat­ti, Gergiev, Giuli­ni, Kon­drascin, Jan­sons, Inbal, Leit­ner, Lu Jia, Maazel, Masur, Mehta, Nagano, Pen­derec­ki, Pre­tre, Ros­tropovich, Sander­lin, Sar­gent, Sawal­lisch, Sinop­o­li, Slatkin, Spi­vakov, Temirkanov.

Nel 2013 ha pub­bli­ca­to con Ein­au­di il libro «Quel diavo­lo di un tril­lo. Note del­la mia vita». Molte le inci­sioni discogra­fiche real­iz­zate in qual­ità di solista, tra cui si ricor­da l’ultima, per Sony Clas­si­cal, nel 2013, dal tito­lo «Il vio­li­no roman­ti­co», una rac­col­ta di pezzi emblem­ati­ci sul vio­li­no con la parte­ci­pazione dell’orchestra da cam­era «I Filar­moni­ci di Roma». Uto Ughi suona con un Guarneri del Gesù del 1744 e con uno Stradi­vari del 1701, quest’ul­ti­mo denom­i­na­to Kreutzer per­ché appartenu­to all’omonimo vio­lin­ista, al quale Beethoven ave­va ded­i­ca­to la famosa Sonata.

L’orchestra da cam­era I Filar­moni­ci di Roma (già orches­tra da cam­era di San­ta Cecil­ia) è sor­ta per inizia­ti­va di alcu­ni com­po­nen­ti dell’organico orches­trale dell’Ente Cecil­iano. Fin dal suo apparire ha riscos­so ampi con­sen­si di pub­bli­co e crit­i­ca. Ha tenu­to con­cer­ti sot­to la direzione, tra gli altri, di Sawal­lisch, Zec­chi e Menuhin, e con solisti come Mil­stein, Ste­fana­to, Asci­ol­la, Cam­panel­la, Vasary, Gazzel­loni, Szeryng, Ros­tropovicˇ; ha un reper­to­rio che spazia dal­la musi­ca baroc­ca a quel­la con­tem­po­ranea. Attual­mente svolge un’intensa attiv­ità con Uto Ughi in veste di solista e diret­tore.

Molti suoi con­cer­ti sono sta­ti trasmes­si dal­la tele­vi­sione ital­iana e in mon­dovi­sione. Ha effet­tua­to reg­is­trazioni per la Dis­cote­ca di Sta­to e per la Radiotele­vi­sione Ital­iana, e con Ughi ha inciso l’integrale dei Con­cer­ti per vio­li­no di Mozart e sei Con­cer­ti di Vival­di. A Venezia ha parte­ci­pa­to alla man­i­fes­tazione per il cen­te­nario del­la nasci­ta di Respighi, al Fes­ti­val «Omag­gio a Venezia» in onore di Arthur Rubin­stein, e al pre­mio «Una vita per la musi­ca» in onore di Car­lo Maria Giuli­ni. Inser­i­to nelle sta­gioni uffi­ciali dell’Accademia Nazionale di San­ta Cecil­ia, il com­p­lesso col­lab­o­ra con le più impor­tan­ti soci­età con­certis­tiche, pren­den­do parte anche a inizia­tive uman­i­tarie pro­mosse da Amnesty Inter­na­tion­al, dall’Associazione per la Ricer­ca sul Can­cro, da Madre Tere­sa di Cal­cut­ta, dal­la FAO. Ha effet­tua­to diverse tournée all’estero tra cui par­ti­co­lar­mente sig­ni­fica­tive sono quelle in Mes­si­co, in Cana­da, a Beirut, a Madrid per il Fes­ti­val di Otona, in India e in Gre­cia con Michele Cam­panel­la, negli Sta­ti Uni­ti e a Zagabria. Nel 1997 ha suona­to in India con Uto Ughi su invi­to del Min­is­tero degli Esteri ital­iano per il 50° anniver­sario dell’indipendenza del Paese. Si è esi­bi­ta al Lin­coln Cen­ter di New York con Enri­co Din­do e nel 2005 alla Carnegie Hall con Uto Ughi. Dopo due tournée in Giap­pone recen­te­mente è sta­ta in Medio Ori­ente (Cairo, Dam­as­co, Cipro, Beirut, Libano) e in Thai­lan­dia; è sta­ta inoltre la pri­ma orches­tra occi­den­tale a esi­bir­si in Bir­ma­nia. Ha rice­vu­to numerosi pre­mi, fra cui il «Cael­sia» per l’arte e la cul­tura, la medaglia d’oro in Campi­doglio e una tar­ga del Par­la­men­to Europeo che dice tes­tual­mente: «All’Orchestra I Filar­moni­ci di Roma, che ha ele­va­to ai mas­si­mi liv­el­li l’espressione del­la musi­ca ital­iana nel mon­do intero».