Lunedì cerimonia in municipio per la festa di San Carlo Dirige l’istituto della Croce rossa, che ospita bimbi in difficoltà

Salò, il «Premio Gasparo» assegnato a suor Vincenza

02/11/2002 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Salò

In occa­sione del­la ricor­ren­za del patrono di Salò (San Car­lo), lunedì 4 novem­bre, alle ore 17, nel­la sala con­sil­iare del Palaz­zo munic­i­pale di Salò, ver­rà asseg­na­to a suor Vin­cen­za Assun­ta Cor­ti il pre­mio Gas­paro. La «madre» dirige l’Is­ti­tu­to del­la , in viale Lan­di, nel quartiere del Carmine, vici­no all’au­tosi­lo e al Lau­rin. E’ arriva­ta sul nell’83. Allo­ra la strut­tura si chia­ma­va «Casa del­la fra­ter­nità». Accoglie­va bam­bi­ni di tut­to il mon­do (slavi, africani, asi­ati­ci), spes­so costret­ti a fug­gire da situ­azioni ter­ri­bili: la guer­ra, la fame, la soli­tu­dine. Alcu­ni privi di famiglia; altri con la mam­ma, in atte­sa di un ricon­giung­i­men­to affida­to alla buro­crazia e alla buona sorte. Molti i ragazzi ital­iani, man­dati dalle , dal­la Ques­tu­ra o dai ter­ri­to­ri­ali, con decre­to del Tri­bunale. Spes­so vit­time inno­cen­ti di situ­azioni famil­iari del­i­cate. In alcu­ni casi figli di immi­grati rego­lari o in atte­sa di per­me­s­so di sog­giorno, che fat­i­cano a trovare lavoro, allog­gio e accoglien­za. Il palaz­zo, costru­ito nel 1932, sot­to l’aus­pi­cio del principe Umber­to Di Savoia, in pas­sato venne uti­liz­za­to come cen­tro cli­mati­co. La scor­sa pri­mav­era sono sta­ti ulti­mati i lavori di ammod­er­na­men­to. Adesso è orga­niz­za­to in quat­tro Comu­nità: «Bucan­eve» (bam­bine fino a 10 anni), «Pal­ma» (i maschi), «Gines­tra» (ragazze che fre­quen­tano le medie infe­ri­ori e supe­ri­ori), «Fior di loto» (per i casi di pron­to inter­ven­to). Ospi­ta i minori in sta­to di dif­fi­coltà per il peri­o­do nec­es­sario ai gen­i­tori ad orga­niz­zarsi. Ogni nucleo dispone di due edu­ca­tori a tem­po pieno, uno part-time (al pomerig­gio), e da un numero vari­abile di obi­et­tori e volon­tari, che seguono i bam­bi­ni nel­lo stu­dio o li ten­gono d’oc­chio nei giochi. L’ed­i­fi­cio è in gra­do di accoglierne 34 al mas­si­mo. Al momen­to gli interni sono 20, e gli esterni (la sera tor­nano a casa) una dozzi­na. Sei le suore impeg­nate; sono Ancelle del­la car­ità. Alcu­ni anni fa gli del­la sezione Monte Suel­lo han­no sis­tem­ato i tet­ti del­l’ed­i­fi­cio, e pit­tura­to la fac­cia­ta. Ulti­ma­mente la Cri è inter­venu­ta, spenden­do centi­na­ia di mil­ioni per met­tere a nor­ma l’impianto elet­tri­co, le cam­er­ate, ecc. Lavori effet­tuati dal­la dit­ta Sci­oli. L’an­no scor­so il pre­mio Gas­paro (por­ta il nome di uno degli inven­tori del vio­li­no, e la stat­ua real­iz­za­ta dal­lo scul­tore Ange­lo Zanel­li è col­lo­ca­ta pro­prio nel salone con­sil­iare dove si svolge la cer­i­mo­nia) era sta­to asseg­na­to a Francesco Dol­fo, a Tul­lio Fof­fa, recen­te­mente scom­par­so, e alla moglie Maria Tere­sa Cru­ciani. Il nome del pri­mo è lega­to all’Is­ti­tu­to San­t’Or­so­la, chiu­so sei anni fa e pro­prio in questi giorni raso al suo­lo, dato che ver­rà trasfor­ma­to in res­i­dence. I coni­u­gi Fof­fa, invece, han­no tenu­to dal ’51 l’osser­va­to­rio meteo e la stazione sis­mi­ca, rac­coglien­do con cer­tosi­na pazien­za i dati cli­mati­ci. In prece­den­za il riconosci­men­to era anda­to al medico Ange­lo Gas­parot­ti che, dopo aver lavo­ra­to fino al ’92 all’in­ter­no del­l’ospedale, ha cre­ato il grup­po di volon­tari­a­to «Sol­i­da­ri­età salo­di­ana», pros­eguen­do come geri­atra del­la Casa di riposo (è anche con­sulente di Vil­la Incan­to a San Michele di Gar­done Riv­iera). «In ospedale — disse tra gli applausi — ho conosci­u­to la sof­feren­za fisi­ca e quel­la del­lo spir­i­to. Poi, alla Casa di riposo, abbi­amo cer­ca­to di dare dig­nità e con­for­to a chi invec­chia. Mi sen­to un avvo­ca­to per­ma­nente degli anziani, soprat­tut­to di quel­li che per­dono il loro ruo­lo nel­la soci­età e, tal­vol­ta, gli affet­ti familiari».