La caserma dei vigili del fuoco in espansione ma servirebbero rinforzi

Settecento interventi in un anno

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Di Luca Delpozzo

Una media di 700 inter­ven­ti l’an­no, su un rag­gio d’azione di 25 chilometri, che arri­va a toc­care tre province. Era un depos­i­to del Comune mes­so maluc­cio, il dis­tac­ca­men­to dei vig­ili del fuo­co di Cas­tiglione, fino al 1987, quan­do ruspe e badili lo han­no trasfor­ma­to nel­la caser­ma che oggi cos­ti­tu­isce un pun­to di rifer­i­men­to irri­n­un­cia­bile per 37 comu­ni. Ven­ti vig­ili per­ma­nen­ti, 12 caposquadra, un caporepar­to, e un altro giornaliero.Quattro turni di 12 ore: sei per­sone più gli ausil­iari, cioé i ragazzi di leva che oper­a­no su attiv­ità di soc­cor­so secondarie.Un dis­tac­ca­men­to dipen­dente in tut­to e per tut­to dal coman­do provin­ciale di Man­to­va, (a cui sono sem­pre col­le­gati via radio) di cui è respon­s­abile l’uf­fi­ciale Mar­cel­lo Botti.I mezzi: autopom­pa, un’au­to­botte pom­pa, aut­o­fur­gone, una land rover, un’Al­fa 33, un’au­toscala. E un castel­lo di manovra, che sim­u­la la fac­cia­ta di una casa, per l’addestramento.Una caser­ma in espan­sione, un’at­mos­fera da lavori in cor­so, scherzano: «Cosa man­ca anco­ra? Alcu­ni locali da approntare nel retro, la recinzione, la sis­temazione a verde, la palestra e soprat­tut­to, rin­forzi. Siamo anco­ra in pochi. Ma è un prob­le­ma in tut­t’I­talia». «L’ad­de­stra­men­to e l’ag­gior­na­men­to con­tin­uo sono indis­pens­abili — spie­ga Bot­ti — nelle aziende fac­ciamo spes­sis­si­mo : i mate­ri­ali e le attrez­za­ture cam­biano con­tin­u­a­mente, ed è indis­pens­abile conoscer­li per sapere come inter­venire». E poi ci sono le video­cas­sette con le riprese degli interventi.Quelli rimasti impres­si nel­la memo­ria? «Tut­ti. Ce li ricor­diamo uno per uno». Molti tristi: gli incen­di, e i fer­i­ti rimasti incas­trati nelle lamiere da liberare.E a volte i sor­risi: a tut­ti viene in mente quel­la vol­ta che li han­no chia­mati per lib­er­are un’ana­tra rimas­ta imp­ri­gion­a­ta nel­lo stag­no gela­to. «Ci ave­vano det­to che c’era un cig­no in dif­fi­coltà, invece quan­do siamo arrivati ci siamo trovati davan­ti l’ana­tra col sedere bloc­ca­to nel ghi­ac­cio. Le tira­vano i sas­si per far­la muo­vere, ma lei niente. Ce l’ab­bi­amo fatta».La richi­es­ta più strana: «Una sig­no­ra vol­e­va che andas­si­mo a bagnare la stra­da davan­ti a casa sua per­ché c’era polvere…»

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