Mancano ancora 50 milioni per sistemare l’impianto elettrico e per la tinteggiatura degli spazi interni.

SoS per la chiesa parrocchiale

27/06/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
erardo Musuraca

Un’altra cinquan­ti­na di mil­ioni per con­clud­ere final­mente tut­ti i lavori di restau­ro del­la chiesa par­roc­chiale del­la frazione di Pai. Sono questi, con­ti alla mano, i sol­di nec­es­sari per la mes­sa a nor­ma dell’impianto elet­tri­co, attual­mente in fase di prog­et­tazione, e per le tin­teggia­ture interne del­la chiesa cinque­cen­tesca, ded­i­ca­ta al patrono San Mar­co. Affac­cia­ta a stra­pi­om­bo sul lago e con un panora­ma moz­zafi­a­to , la chiesa di San Mar­co è da cir­ca quat­tro anni sot­to­pos­ta a gran­di opere di recu­pero momu­men­tale e restau­ro com­ple­to. «Fino­ra», ha illus­tra­to l’assessore alle politiche sociali e mem­bro del con­siglio pas­torale di Pai Rita Mena­pace, « moltissi­mo è sta­to fat­to. Gra­zie ai con­tribu­ti e agli sforzi anz­i­tut­to del­la popo­lazione di Pai e quin­di pure dell’Amministrazione comu­nale e di quan­ti, come tur­isti e vil­leg­gianti, non han­no volu­to far man­care seg­ni con­creti d’aiuto per la chiesa, siamo rius­ci­ti a rac­cogliere e spendere più di una ses­san­ti­na di mil­ioni». Infat­ti, tut­ti gli intonaci e la fac­cia­ta ester­na, con il recu­pero e la pulizia delle strut­ture esterne, sono già state com­ple­tate da tem­po. Attual­mente è in via di ulti­mazione la mes­sa a nor­ma del­la cal­da­ia e del­la cen­trale ter­mi­ca, ormai peri­colosa oltre che inef­fi­ciente ed anti­qua­ta, per cui ver­ran­no spe­si gli ulti­mi ven­ti mil­ioni, lira più lira meno, anco­ra nelle casse del con­siglio che si sta occu­pan­do del restau­ro. «Un grande risul­ta­to» , ha pros­e­gui­to Mena­pace« « sia per il par­ro­co don Gio­van­ni Andreoli che per tut­ti i par­roc­chi­ani di Pai e per la sto­ria e la cul­tura del paese ma che anco­ra non bas­ta». Nonos­tante infat­ti sia arriva­to, pro­prio da poco, il con­trib­u­to di trenta mil­ioni da parte del­la Fon­dazione del­la Cas­sa di Risparmio di Verona esclu­si­va­mente per il «restau­ro delle per­ti­nen­ze artis­tiche e le dec­o­razioni interne del­la par­roc­chiale», sono anco­ra una cinquan­ti­na, com­pre­sa l’Iva, i mil­ioni che man­cano per le ultime due cose che restano da fare: l’impianto elet­tri­co e la tin­teggiatu­ra degli interni. «Solo che a questo pun­to» pros­egue Mena­pace, «non sap­pi­amo pro­prio più dove andare a sbat­tere la tes­ta». In quest’ultimo anno infat­ti, i bam­bi­ni di Pai con i lavoret­ti di , alle prime Comu­nioni e Cres­ime di fine mar­zo, a Pasqua ed in molte altre occa­sioni, han­no rac­colto con­tribu­ti per la chiesa. Inoltre, la popo­lazione di Pai, gli , i vil­leg­gianti, l’amministrazione comu­nale gui­da­ta dal sin­da­co Alber­to Vedovel­li con un con­trib­u­to di trenta mil­ioni, han­no aiu­ta­to il set­tan­ta­novenne don Gio­van­ni in questi lavori di restau­ro. Nul­la invece è giun­to dal­la Curia di Verona. «A questo pun­to», con­clude l’assessore, « sti­amo pen­san­do di man­dare un’ulteriore let­tera di sen­si­bi­liz­zazione a tut­ta la cit­tad­i­nan­za di Tor­ri e di chiedere di nuo­vo aiu­to all’Amministrazione comu­nale, anche se ha già fat­to molto. Ancor più però, ha fat­to la gente di Pai».

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