La finanziaria provinciale porta 10 miliardi nel capitale sociale della Lido spa

Tecnofin, un socio doc per fiere e congressi

16/02/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Sergio Molinari

La vec­chia e mai doma ambizione rivana di vedere «politi­ca­mente riconosci­u­ta» la leade­ship provin­ciale nel set­tore delle fiere e dei con­veg­ni con­quista final­mente qual­cosa di molto con­cre­to, che va al di là delle con­suete, gener­iche promesse dei gov­erni tren­ti­ni. Questo «qual­cosa» è un sen­si­bile aumen­to (dal 22 al 48 per cen­to) del­la parte­ci­pazione del­la Tec­nofin alla Lido di Riva.L’operazione — che mostra come la Provin­cia abbia deciso di credere fino in fon­do nelle poten­zial­ità del­la soci­età rivana pro­pri­etaria di Pala­con­gres­si e Palafiere — si con­cretizzerà nel giro di qualche set­ti­mana. Ma già nel prossi­mo con­siglio comu­nale l’asses­sore Nino Tor­boli porterà al voto una delib­era che spi­ana la stra­da al raf­forza­men­to del­la pre­sen­za Tec­nofin nel­la Lido spa. In prat­i­ca il con­siglio è chiam­a­to a pro­cedere su tre fron­ti. Pri­mo: sta­bilire che la quo­ta comu­nale nel­la Lido spa (ora pari al 77 per cen­to), può scen­dere al di sot­to del 60 per cen­to, pur rima­nen­do mag­gior­i­taria (e in effet­ti sarà del 53%). Sec­on­do: rin­un­cia­re al dirit­to di opzione nel prossi­mo aumen­to del cap­i­tale sociale del­la Lido. E’ il noc­ci­o­lo del­l’­op­er­azione: la Tec­nofin, infat­ti aumenterà la sua pre­sen­za in Lido spa sem­plice­mente trasfor­man­do in azioni un presti­to obbligazionario di 10 mil­iar­di che ave­va fat­to lo scor­so anno alla stes­sa Lido. Ter­zo: sic­come l’au­men­to del cap­i­tale sociale viene emes­so al val­ore nom­i­nale delle azioni (e non al val­ore pat­ri­mo­ni­ale, che è mag­giore), il con­siglio comu­nale deliber­erà di autor­iz­zare il con­siglio di ammin­is­trazione del­la Lido a sot­to­scri­vere un accor­do con la Tec­nofin per­chè il deprez­za­men­to delle azioni comu­nali per effet­to del­la riduzione del­la parte­ci­pazione (val­u­ta­to in cir­ca 136 mil­ioni) ven­ga recu­per­a­to quan­do la Tec­nofin dovesse rimet­tere sul mer­ca­to le azioni: in quel caso il Comune avrebbe dirit­to di riac­quis­tar­le anco­ra al val­ore nom­i­nale. E’ insom­ma un’­op­er­azione con tutte le cautele del caso quel­la che l’asses­sore Tor­boli ha vara­to. Politi­ca­mente impor­tante e van­tag­giosa per la liq­uid­ità del­la Lido, che non doven­do più resti­tuire le rate del presti­to alla Tec­nofin, risparmierà in futuro cir­ca mez­zo mil­iar­do di inter­es­si pas­sivi all’an­no. «Ed ora sti­amo lavo­ran­do — dice l’asses­sore sod­dis­fat­to — per l’ar­ri­vo tra i soci di un pool di banche. La Lido è una soci­età sana, appetibile, su cui puntare».