Maltempo e allagamenti hanno portato a livelli record gli interventi nel distretto

Un Duemila di sudore per i Vigili dell’Acqua

12/12/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

«Se andi­amo avan­ti così, ci chi­am­er­an­no Vig­ili del­l’Ac­qua!». E’ una bat­tuta quel­la che è scap­pa­ta ieri mat­ti­na a Ser­gio Bona­dio, ispet­tore dis­tret­tuale dei Vig­ili del Fuo­co del Bas­so Sar­ca e del ledrense. Ma rende bene l’idea. Mai come in questo ter­ri­bile Duemi­la i pom­pieri locali — un effi­ciente eserci­to di 370 volon­tari divi­so in dod­i­ci Cor­pi — han­no dovu­to far­si in quat­tro per com­bat­tere le insi­die del mal­tem­po: pri­ma con le piene e le can­tine alla­gate, poi con la frana roto­la­ta giù dal Magnone.L’attività annuale dei vig­ili del dis­tret­to è sta­ta rias­sun­ta da Bona­dio nel cor­so del tradizionale ritro­vo di S.Barbara, momen­to di rif­les­sione del Servizio Anti­ncen­di. L’in­con­tro, a cui han­no parte­ci­pa­to qua­si un centi­naio di volon­tari, si svolto ieri pres­so la caser­ma di Riva. Ed è qui che l’is­pet­tore, con una legit­ti­ma pun­ta di orgoglio, ha potu­to annun­cia­re che già a fine novem­bre, nel C9, era sta­ta super­a­ta la soglia dei 2500 inter­ven­ti: un aut­en­ti­co record.Bonadio si è con­grat­u­la­to per lo sfor­zo pro­fu­so in occa­sione degli ulti­mi allaga­men­ti. «La rispos­ta di tut­ti — ha det­to — è sta­ta enco­mi­a­bile, anche per­chè l’enorme valan­ga di richi­este ha mes­so a dura pro­va tut­ti i Cor­pi. Com­pren­di­amo l’e­sasper­azione di col­oro che da tem­po con­vivono con un metro o più d’aqua negli scant­i­nati e pro­prio per questo, pur rite­nen­do qua­si inutile il pom­pag­gio del­l’ac­qua, inter­ve­ni­amo ugual­mente. Rimane però il fat­to che l’u­ni­ca pos­si­bil­ità di soluzione è rap­p­re­sen­ta­ta dal­l’ab­bas­sa­men­to nat­u­rale del­la fal­da o dal­l’ap­pli­cazione di soluzioni tec­no­logiche e costrut­tive di altissi­mo cos­to. In con­dizioni di eccezion­al­ità, anche noi abbi­amo una scala di pri­or­ità. Dopo le oper­azioni di pri­mo soc­cor­so tese a porre in sal­vo la vita delle per­sone, queste pri­or­ità vedono al pri­mo pos­to gli inter­ven­ti in edi­fi­ci strate­gi­ci (acque­dot­ti, elet­tric­ità, gas­dot­ti, ospedali…), poi gli edi­fi­ci pub­bli­ci, le attiv­ità pro­dut­tive e quin­di i pri­vati. Quin­di se in una calamità ad un pri­va­to non viene data tem­pes­ti­va rispos­ta, è per­chè abbi­amo l’ob­bli­go di seguire deter­mi­nati schemi».Dopo la relazione (che ha offer­to molti altri spun­ti inter­es­san­ti: ne par­lere­mo..), Bona­dio ha fat­to da cer­i­moniere nel­la con­seg­na delle ben­e­meren­ze ai suoi uomi­ni. Quel­li inter­venu­ti tre anni fa in Umbria per il ter­re­mo­to (vedi sche­da sopra) e i cosid­det­ti «fedelis­si­mi»: vale a dire i pom­pieri in servizio da 40, 35, 20 e 15 anni. Il nerbo.