Il Consiglio comunale rimuove gli ultimi ostacoli burocratici alla costruzione. Lavori al via in estate, la consegna entro la fine del 2003

Velodromo: pronti allo sprint

30/01/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Montichiari

Si è par­la­to del prog­et­ta­to velo­dro­mo, ma anche delle com­mis­sioni, nel­la sedu­ta di lunedì sera del con­siglio comu­nale di Mon­tichiari: era la pri­ma riu­nione dell’anno. Par­ti­amo dal pri­mo tema, da un prog­et­to di grossa por­ta­ta del quale si par­la da tem­po. La delib­era rel­a­ti­va al velo­dro­mo provin­ciale ha di fat­to tolto di mez­zo gli ulti­mi osta­coli buro­crati­ci esisten­ti, e ha spi­ana­to la stra­da ver­so la real­iz­zazione del­la strut­tura sporti­va: i lavori rel­a­tivi inizier­an­no nei prossi­mi mesi, in estate, nell’area a ridos­so del gra­zie al finanzi­a­men­to di 3800 mil­ioni di lire mes­so a dis­po­sizione dal­la Provin­cia. L’impianto ciclis­ti­co, lo ricor­diamo, sarà dota­to di due tri­bune, una cop­er­ta e l’altra scop­er­ta, e di due curve grad­i­nate che potran­no ospitare ben 3000 per­sone. La pista sarà lun­ga 250 metri e larga 7.35, con l’ag­giun­ta di 75 cen­timetri ris­er­vati alla fas­cia di riposo. Avrà una pen­den­za del 13 per cen­to, e l’anello ver­rà real­iz­za­to a 5 metri sot­to il liv­el­lo del ter­reno: un accorg­i­men­to nec­es­sario per con­sen­tire il cor­ret­to svol­gi­men­to delle corse anche in pre­sen­za di ven­to. Il grande sta­dio per il ciclis­mo sarà nat­u­ral­mente dota­to anche di tutte le infra­strut­ture nec­es­sarie, vale a dire ampi spoglia­toi, servizi gen­er­ali e impianti elet­tri­ci. Dell’inizio dei lavori abbi­amo già det­to, men­tre per quan­to riguar­da i tem­pi del cantiere, si prevede che la con­seg­na del­la strut­tura avver­rà entro la fine del 2003. A propos­i­to di ciclis­mo pro­prio domeni­ca scor­sa si è con­clusa nell’area del Cen­tro fiera la rasseg­na ded­i­ca­ta al set­tore, ovvero «Expoci­clo», con la parte­ci­pazione di numerose com­pagi­ni bres­ciane e di cam­pi­oni bres­ciani, ma anche nazion­ali. E se vogliamo, le inizia­tive espos­i­ti­va come ques­ta potreb­bero rap­p­re­sentare una rispos­ta, almeno parziale, a chi teme che il velo­dro­mo pos­sa diventare una «cat­te­drale nel deser­to». Insom­ma, il via lib­era all’impianto è sta­to dato. Ma la sedu­ta con­sil­iare si è occu­pa­ta anche di altro. Il con­siglio dove­va infat­ti decidere rel­a­ti­va­mente al rin­no­vo del­la com­mis­sione elet­torale: uno scoglio che non pote­va più essere aggi­ra­to. In base alla legge 340 del 2000, i mem­bri del­la com­mis­sione devono infat­ti pas­sare da 4 a 6 nei comu­ni che han­no più di 10 mila abi­tan­ti. E invece di aggiungerne solo due, il con­siglio comu­nale ha scel­to di eleg­ger­li tut­ti, attribuen­do tre posti alla mag­gio­ran­za (Mut­ti, Tono­li e Zanardel­li) e altret­tan­ti alle mino­ranze (Bertoli­ni, Tosoni e Vis­con­ti). Il nuo­vo organ­is­mo si riu­nirà per la pri­ma vol­ta il 31 gen­naio alle 12.30. Un’altra deci­sione da pren­dere era quel­la rel­a­ti­va alla Fon­dazione Amedeo Pedi­ni, nel­la quale il con­siglio comu­nale ha nom­i­na­to all’unanimità un nuo­vo mem­bro al pos­to del­la pro­fes­sores­sa Nun­zia Granel­li Lon­gara­to. Su pro­pos­ta del­la mag­gio­ran­za è sta­ta elet­ta Ele­na Zanola, asses­sore alla Cul­tura, men­tre dai banchi del­la mino­ran­za la capogrup­po del Ppm Ste­fa­nia Mosconi ha avu­to parole di apprez­za­men­to per il lavoro svolto dal­la Granel­li, e ha sot­to­lin­eato «l’importanza per Mon­tichiari di fon­dazioni come l’Amedeo Pedi­ni e la Grazi­oli, impor­tan­ti per il sosteg­no che garan­tis­cono agli stu­den­ti più meritevoli». Gli altri due mem­bri del­la Pedi­ni riman­gono il pro­fes­sor Gabriele Cal­ci­o­lari (nom­i­na­to dal Provved­i­tora­to agli Stu­di) e il sen­a­tore Mario Pedi­ni, che dell’organismo è presidente

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