Un libro autobiografico di Rosalia Manasse svela percorsi capaci di combinare alchimia, fisica e spiritualità

Vibrazioni mentali alla ricerca di una verità esistenziale

31/03/2015 in Cultura
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Di Luca Delpozzo

Rosalia Man­asse, vobar­nese di nasci­ta, piemon­tese e salo­di­ana di adozione, nacque, più pic­co­la di dieci fratel­li e sorelle, in una famiglia dal­la quale ricevette numero­sis­si­mi sti­moli eti­ci, tec­ni­ci, artis­ti­ci, fan­ta­siosi e, aggiun­go, spir­i­tu­ali”. Inizia così la pre­fazione al libro di ques­ta autrice, oggi ottan­tenne, fir­ma­ta da Ste­fano Baron­ti­ni, gio­vane ingeg­nere, con dot­tora­to di ricer­ca al Politec­ni­co di , ricer­ca­tore pres­so l’ degli stu­di di Bres­cia.

Davvero sig­ni­fica­ti­va ques­ta atten­zione del­lo scien­zi­a­to ver­so il mon­do men­tale di Ros­alia. La quale, per­al­tro, non da ora si avven­tu­ra ver­so sen­tieri matem­ati­co-filosofi­ci, ma addirit­tura dal­la giovinez­za, quan­do eserci­ta­va la pro­fes­sione di maes­tra ele­mentare. E “Vibrazioni”, il libro da poco pub­bli­ca­to da Liberedi­zioni, lei lo ave­va scrit­to oltre vent’anni fa ma lo ave­va tenu­to chiu­so nel cas­set­to.

Che cos’è “Vibrazioni”?, si chiede Baron­ti­ni, che così risponde: “Si trat­ta di un per­cor­so attra­ver­so il quale l’autrice invi­ta a riconoscere la luce, viva e vital­iz­zante, che si man­i­fes­ta nel­la natu­ra e, al con­trario, a leg­gere la natu­ra come diver­si gra­di di man­i­fes­tazione o di pre­sen­za del­la luce”.

Le pagine del libro non con­tengono solo ragion­a­men­ti teori­ci, ma anche grafi­ci che richia­mano la geome­tria piana e i soli­di, che riman­dano alla fisi­ca, soprat­tut­to all’ottica, al mon­do dei col­ori. Ma la ricer­ca matem­at­i­ca non con­trasta con altri tipi di ricer­ca che si affac­ciano nel­la mente di ques­ta don­na. “Ci fu un momen­to in cui – scrive Ros­alia – mi trova­vo esat­ta­mente a metà tra l’ateismo e la fede, una posizione dram­mat­i­ca. Fu la neces­sità di uscirne che mi fece iniziare lo stu­dio delle gran­di reli­gioni. L’illuminazione che presto o tar­di arri­va sem­pre, mi portò ver­so la fede…”.

Ci sono pagine, nel libro, che ne dan­no tes­ti­mo­ni­an­za con dis­ar­mante sin­cer­ità e con sin­cera sem­plic­ità. Non si potrà cer­to dire, alla fine del­la sua let­tura, che si trat­ti di un libro banale. Tutt’altro. Gli sti­moli che offre sono moltepli­ci. E ogni pag­i­na è in gra­do di stupir­ci.

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