sabato, Giugno 22, 2024
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Proteste, anche clamorose. Gli amministratori locali promettono che non esiteranno a ricorrere a iniziative pesanti

45 bis: proteste dei sindaci

Proteste, anche clamorose. Gli amministratori locali promettono che non esiteranno a ricorrere a iniziative pesanti. «Pensiamo a cortei e manifestazioni – fanno sapere – ma non escludiamo nulla, da rallentamenti provocati dal prolungamento dei tempi ai semafori, a veri e propri blocchi del traffico». Una sola motivazione, purtroppo sempre la solita: i ritardi nella conclusione dei lavori sulla 45bis. «Naturalmente, ci auguriamo di non dover giungere a mettere in pratica quanto annunciato – continuano gli amministratori – anche perché siamo ben consci che a pagare dazio sarebbe, una volta di più, l’utenza, già così gravemente penalizzata da una situazione che diventa sempre meno sostenibile. Se tuttavia saremo costretti dalla situazione, non ci limiteremo alle parole». Il fatto è che i giorni passano, e, mentre il termine a suo tempo annunciato dall’Anas per la chiusura dei cantieri – la fine di giugno – si avvicina, crescono le perplessità sul rispetto delle scadenze. Per fare il punto sullo stato delle cose, si è tenuto in Broletto un incontro che ha visto presenti l’assessore provinciale ai Lavori pubblici Parolini, i presidenti delle Comunità montane e i sindaci della zona. Nel corso dell’incontro, è stata espressa «unanime preoccupazione per l’andamento dei lavori che – nonostante la verbale dichiarazione del capocompartimento Anas all’assessore provinciale, per l’apertura nei due sensi di marcia della strada entro i primi giorni di luglio – appaiono allo stato dei fatti in palese ritardo rispetto a tale ottimistica ipotesi». A fronte dell’«insostenibile stato di disagio che le comunità locali continuano a sopportare per la pesante situazione viabilistica», tutti d’accordo, gli amministratori presenti, nel richiedere all’Anas «un urgente sopralluogo in cantiere, da effettuarsi comunque entro la prossima settimana, di presa d’atto dell’avanzamento delle opere, in rapporto all’effettiva possibilità di apertura in tempi celeri sia della Statale che dell’Interconnessione dei Tormini», apertura che dovrà comunque avvenire entro 60 giorni. I conti, calendario alla mano, sono presto fatti: l’ultimatum di Provincia, Comunità montane e Comuni scadrà improrogabilmente il 2 luglio. L’Anas è avvertita. Non si attenderà, comunque, quella data per farsi sentire. Garanzie precise sono pretese da subito: «In assenza di assicurazioni rese in forma ufficiale da parte dell’Anas circa il rispetto dei tempi – afferma il comunicato redatto al termine dell’incontro – i presidenti delle Comunità montane e i sindaci hanno manifestato la volontà di intraprendere azioni di clamorosa protesta». Di quale tenore, già riferivamo prima. «Mai come oggi – concordano gli amministratori locali – siamo stati così uniti e fermi nei nostri intenti, così determinati ad agire, assumendoci se indispensabile responsabilità rilevanti. Si sappia insomma che nessuno, al momento opportuno, si tirerà indietro». E non si accetterà alcuna scusa: anche perché non sarà più possibile addurre pretesti, neppure di ordine finanziario. I soldi ci sono: e, qualora servisse, Parolini ha ribadito «la disponibilità della Provincia ad anticipare all’Anas le somme eventualmente necessarie per favorire la conclusione delle opere nei termini». (giu.)

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