mercoledì, Marzo 11, 2026
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I carabinieri di Rovereto stanno concludendo le indagini sull'incendio che nel primo pomeriggio di martedì ha distrutto svariati ettari di bosco sulle pendici del monto Finonchio

Gravi i danni ambientali causati dall’incendio

I carabinieri di Rovereto stanno concludendo le indagini sull’incendio che nel primo pomeriggio di martedì ha distrutto svariati ettari di bosco sulle pendici del monte Finonchio. I sospetti già anticipati ieri sarebbero comunque confermati. Pare infatti che ad appiccare il fuoco sia stato qualcuno, forse non intenzionalmente, ma ugualmente sufficiente a causare un disastro.

Interventi e effetti dell’incendio

Il fuoco è stato spento in circa sette ore dai circa cinquanta pompieri intervenuti nella zona tra Scottini di Terragnolo e Serrada di Folgaria. Il vento ha spinto le fiamme per qualche chilometro fino alle piste da sci, che, in via precauzionale, sono state chiuse.

I primi a raggiungere il posto sono stati i pompieri volontari di Terragnolo, seguiti a ruota da quelli di Rovereto, saliti a Scottini con autobotti e mezzi più piccoli e agili, ideali per addentrarsi nei boschi.

L’incendio, come detto, ha assunto subito proporzioni devastanti, tali da allarmare tutti i corpi volontari della Vallagarina. A turno sono arrivati sul fronte del fuoco anche i vigili di Folgaria, Calliano, Mori, Avio, Villalagarina, Brentonico, Besenello, Nomi, Volano. Insomma, tutti i corpi del comprensorio dislocati sul territorio.

Diffusione delle fiamme e risposta dei volontari

Le fiamme hanno toccato le piste da sci, la Martinella e la Cogola, che, nonostante non fossero molto frequentate, sono state ugualmente chiuse. La neve è comunque riuscita a fermare il rogo, ma le piante, perlopiù secche a causa delle scarse precipitazioni di questi mesi, sono risultate un boccone ghiotto per l’incendio.

Volontari e permanenti, sostenuti dall’elicottero dei pompieri di Trento, si sono dati un gran daffare per evitare che le pendici del monte Finonchio venissero divorate da un fuoco assurdo.

Indagini e ipotesi sull’origine del fuoco

E assurdo lo è stato davvero, visto che a scatenarlo, come già anticipato ieri, sarebbe stata la mano di qualcuno. Forse si è trattato di una banale sigaretta, ma l’intervento del piromane non è stato escluso; anzi, era l’ipotesi che circolava con più insistenza.

I carabinieri, che indagano sull’episodio, non vogliono sbilanciarsi. La sensazione è che abbiano individuato l’eventuale responsabile, anche se, ammesso che ci sia il piromane, nessuno l’ha visto materialmente appiccare il fuoco e quindi sarebbe difficilmente denunciabile.

Per ora, il rapporto degli investigatori riporta ancora la dicitura “indagini in corso”, e sapere di più, in questo momento, è pressoché impossibile.

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