martedì, Gennaio 13, 2026
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Dall'ipotesi del recupero della vecchia linea dismessa Riva-Dro con corridoio unico dalla Cementi Riva al Cretaccio a quella dell'interramento completo lungo il tracciato della futura circonvallazione di Riva.

Elettrodotto: un nodo da sciogliere

Situazione attuale sulle linee elettriche e le ipotesi di intervento

Ufficialmente, le strade rimangono tutte aperte. Dall’ipotesi del recupero della vecchia linea dismessa Riva-Dro, con un corridoio unico dalla Cementi Riva al Cretaccio, a quella dell’interramento completo lungo il tracciato della futura circonvallazione di Riva.

Concretamente, però, anche se solo ufficiosamente almeno fino ad ora, la Provincia ha già individuato un suo orientamento di massima: «sì» più deciso per la soluzione numero uno, anche perché in termini di costi è quella che pesa di meno sulle finanze pubbliche.

Poco più di 900 milioni contro i 4 o i 6 miliardi in più delle altre due ipotesi che prevedono l’interramento parziale o totale del nuovo elettrodotto di Riva. L’interramento, quindi, è troppo dispendioso oltre a non dare garanzie assolute dal punto di vista ambientale e della tutela della salute.

Decisioni e proposte future

Quale strada scegliere definitivamente lo si deciderà nelle prossime settimane, dopo un nuovo vertice con le amministrazioni di Riva, Arco e soprattutto l’Enel. È questo, in sintesi, il succo di una missiva firmata dall’assessore provinciale all’urbanistica ed energia Roberto Pinter, indirizzata alla collega di giunta Iva Berasi e recapitata giorni addietro anche ai rispettivi responsabili all’ambiente di Riva, Luigi Marino, e di Arco, Fabrizio Miori.

L’ipotesi «interramento» (nella sua versione parziale, dalla Ballerà alla Cementi Riva, lungo il tracciato della futura circonvallazione ovest) non viene scartata a priori, ma si evidenzia il costo elevato di questa soluzione (4 miliardi in più rispetto al progetto originario dell’Enel), fermo restando che non è ancora stato risolto il nodo di chi deve sostenere questa spesa aggiuntiva.

E poi, a parte previsioni e speranze, sui tempi di realizzazione della circonvallazione di Riva non vi è alcuna certezza. Ma, siccome il nodo è soprattutto economico, ecco allora che l’ipotesi più praticabile e caldeggiata anche dalla Provincia è quella del ripristino della linea dismessa Riva-Dro, individuando nella zona della Cementi Riva il punto di collegamento con la linea da 132 Kv.

Le due linee, provenienti da Riva e da Arco, correrebbero poi su una doppia linea aerea lungo un corridoio unico dalla zona di Ceole al Cretaccio. Inoltre, la proposta dell’Enel prevede anche la bonifica di quattro punti critici: nella zona della Ballerà, alla Scuola Alberghiera di Varone, alla Pasina e all’intersezione della statale delle Grazie con via Venezia.

Circa 500 milioni graverebbero sulle casse del Comune di Riva, 400 su quelle di Arco, a meno che la stessa Provincia non contribuisca con una quota. Il Servizio Energia della Provincia ha verificato in questi mesi le proiezioni dei costi paventati dall’Enel, confermando le previsioni dell’ente.

Ora non rimane che ritrovarsi e chiudere la partita. «Effettivamente siamo in ritardo – ammette l’assessore verde Iva Berasi – Dopo le ferie sarà il caso di sollecitare una riunione con l’Enel». Nel frattempo, la questione è approdata in commissione urbanistica a Riva.

Se ne riparlerà più approfonditamente nelle prossime settimane, con la possibilità, caldeggiata dal consigliere Pietro Bertoldi, di arrivare alla discussione in consiglio comunale.

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