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Il Panathlon International del Garda ha presentato un'interessante iniziativa che si rivolge ai giovanissimi velisti.

Premio per i mini velisti

Il Panathlon International del Garda in occasione della serata organizzata all’Hotel Casa Mia, in onore dei velisti veronesi Claudio «Ciccio» Celon e Carlo Dino «Sella» Bonetti, che hanno fatto parte dell’equipaggio di «Luna Rossa» nell’ultima edizione della Coppa America, ha presentato un’interessante iniziativa rivolta ai giovanissimi velisti.

Si tratta del progetto «Il Velista del 2000», un premio riservato ai ragazzi che gareggiano nella classe Optimist. La particolarità di questa iniziativa sta nel fatto che non saranno presi in considerazione solamente i risultati sportivi, ma anche quelli scolastici e il comportamento dei piccoli atleti, dentro e fuori i campi di regata, che dovrà essere adeguato al migliore fair play.

Dettagli dell’iniziativa

Il Panathlon, in collaborazione con Fraglia vela Peschiera, Centro nautico Bardolino, Lega navale italiana di Garda, Yachting club Torri, Circolo nautico Brenzone, Yacht club Acquafresca, Fraglia vela Malcesine e Compagnia delle Derive, assegneranno a fine stagione ai primi classificati nelle categorie Cadetti femminile (89-92), Cadetti maschile (89-92), Juniores femminile (85-88) e Juniores maschile (85-88), il riconoscimento «Il velista del 2000», che consiste in un diploma di merito e in un assegno di 500 mila lire.

Inoltre, i vincitori per tutta la stagione 2001 porteranno sulla propria imbarcazione il logo del club Panathlon International del Garda. L’iniziativa del Panathlon a favore delle nuove leve della vela veronese è stata accolta con entusiasmo anche dai campioni di Auckland, Celon e Bonetti, protagonisti della serata.

Opinioni dei campioni e prospettive future

«Nella finale contro i neozelandesi non potevamo fare di più», ha confessato Celon. «Battere tutti gli sfidanti nella Vuitton Cup, che abbiamo vinto con merito, e guadagnare la finalissima con i Kiwi è il massimo a cui potevamo aspirare. In Italia la specialità dei match race (le regate uno contro uno) deve svilupparsi ulteriormente per competere con i migliori del mondo. Se noi avessimo gareggiato con la barca degli Americans Black, avremmo perso comunque, magari non per cinque a zero, ma per cinque a uno. Il loro equipaggio era nettamente superiore al nostro».

«Il team Prada disponeva di grandi mezzi economici», ha spiegato Bonetti, «e, a differenza di molti nostri avversari, abbiamo potuto allenarci e preparare le barche per tre anni a tempo pieno».

«Alla prossima edizione della Coppa America, nel 2001, Frasca ci sarà senz’altro», hanno assicurato Celon e Bonetti. «Si fanno sempre più insistenti le voci di un secondo consorzio italiano guidato dalla famiglia Benetton, ma per ora non c’è nulla di sicuro».

Intanto, gli impegni agonistici continuano: Claudio Celon è impegnato nella selezione olimpica con il Soling, e Bonetti fa la spola tra Torri e il Mar dei Caraibi per partecipare ad importanti regate d’altura.

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