Italiani nel mondo: i cervelli in fuga. I nostri ricercatori scientifici continuano a distinguersi, soprattutto all’estero. Molte delle recenti scoperte, infatti, sono dovute all’impegno di cittadini italiani che sono emigrati in cerca di fortuna e per scappare da nepotismi e raccomandazioni.
E sulla fuga di cervelli dall’Italia, istituzioni e associazioni stanno prendendo posizione. Il ministro della sanità Umberto Veronesi sostiene che “si tratta di un fenomeno destinato a finire”, riferendosi alla vicenda dei due medici italiani in “esilio” in Usa che recentemente hanno scoperto il gene del neuroblastoma.
Il ministro ha anche dato un suggerimento ai giovani ricercatori: “la genetica molecolare potrebbe essere uno di quei settori sui quali puntare la propria attenzione”.
Flussi di emigrazione e settori coinvolti
Da un’indagine dell’Associazione dottorandi italiani (Adi) emerge che le mete preferite di chi lascia l’Italia sono gli Stati Uniti, la Francia e la Gran Bretagna. Pochi vanno in Giappone.
Ad emigrare sono soprattutto ingegneri e fisici, seguiti da biologi e medici. E quasi tutti i ricercatori oggi impegnati all’estero sono uomini (70/75%).


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