venerdì, Giugno 12, 2026
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Frode fiscale nell’Alto Garda: scoperti 127 lavoratori irregolari a Riva del Garda

La Guardia di Finanza di Trento ha scoperto una presunta frode fiscale e contributiva nell’Alto Garda, con 127 lavoratori impiegati irregolarmente e omissioni contributive e fiscali contestate per oltre 3 milioni di euro; la verifica fiscale, avviata a febbraio dalla Tenenza di Riva del Garda, ha riguardato una società operante nella ristrutturazione e manutenzione di macchinari industriali e ha coinvolto l’amministratrice unica (una donna di origine straniera) e il marito, ritenuto gestore di fatto dell’azienda.

Gli accertamenti, svolti anche con il supporto degli ispettori dell’INPS di Trento, hanno ricostruito un presunto sistema in cui quote di retribuzione sono state indicate come rimborsi spese esenti senza documentazione giustificativa e senza il versamento delle ritenute; è emerso che un compenso attribuito all’amministratrice nel 2023 sarebbe rimasto solo sulla carta e potrebbe essere stato utilizzato per agevolare l’ottenimento di un finanziamento bancario per l’acquisto di un immobile. L’incrocio dei controlli e del Libro Unico del Lavoro ha rilevato che, tra il 2021 e il 2025, i 127 dipendenti hanno percepito somme maggiorate sotto forma di indennità esenti, per un importo contestato superiore al milione di euro comprensivo di sanzioni e interessi; le indagini hanno inoltre ricostruito un volume d’affari di circa 1,8 milioni di euro non dichiarato e contestazioni IVA per oltre 600 mila euro, per un totale delle omissioni contestate che supera i 3 milioni di euro.

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