Premiazione e Celebrazione
I venti anni del premio «Catullo», trasformato lo scorso anno da letterario a giornalistico, sono stati festeggiati con una serata ripresa da Rai Uno. L’intera cerimonia di premiazione potrà essere vista sul teleschermo martedì 18 settembre in seconda serata a partire dalle 23. E, francamente, miglior brindisi il premio di Sirmione non poteva avere.
Un parterre zeppo dei più prestigiosi e noti corrispondenti Rai all’estero, con in testa Bruno Vespa, arrivato a Sirmione dopo il tour de force con le trasmissioni di «Porta a porta» dedicate alla tragedia americana, di capi struttura e direttori di rete, di registi ed esponenti dello spettacolo, come Luciano De Crescenzo. Per finire alla terna dei personaggi premiati: Pippo Baudo, per la trasmissione televisiva «Novecento», votato dalla giuria popolare formata dai cento grandi elettori; Sergio Romano, editorialista e scrittore di grido al quale è andato il premio alla carriera istituito per la prima volta quest’anno; infine Giovanni Di Lorenzo, tedesco ma di origini italiane come testimonia il suo nome, direttore del quotidiano berlinese «Der Tagesspiegel» votato dal comitato di gestione della manifestazione.
Momenti della serata e testimoni
Ma la serata conclusiva del premio Catullo, condotta delicatamente dalla splendida Paola Saluzzi, altro volto femminile assai noto al pubblico televisivo, ha riservato anche le applaudite esibizioni di Al Bano e di Alex Britti, delle compagnie di balletto «Les Farfadais» e di «Tango Passion».
Il mattatore dello spettacolo è stato sicuramente Pippo Baudo. L’inossidabile presentatore è riuscito, come sempre, a rubare la scena con i suoi aneddoti, con i suoi ricordi che sono poi quelli che hanno fatto la fortuna di «Novecento», la trasmissione di Rai Tre che ricomincerà il suo prossimo ciclo di trasmissioni il prossimo 1° ottobre alle 20.50 con la puntata d’esordio dedicata a Indro Montanelli.
La cronaca della giornata
Alle 20 precise il centro storico è stato chiuso al traffico, la darsena portuale antistante il Castello sgombrata da buona parte delle barche per esigenze sceniche. Dietro al palco si stagliava invece il Castello Scaligero, ieri sera in tutta la sua austera bellezza forse grazie al gioco di luci. E le telecamere di Rai Uno hanno indugiato spesso sul castello e sul porto.
Nelle prime file di posti abbiamo notato parecchie autorità: il presidente della Provincia, Cavalli, quello dell’Apt bresciana Banzola, parlamentari e consiglieri regionali, l’assessore regionale Massimo Zanello, oltre naturalmente all’intera amministrazione comunale guidata dal sindaco Maurizio Ferrari, che è anche presidente del comitato di gestione del premio.
A ricevere per primo il premio Catullo è stato il direttore del quotidiano tedesco, Di Lorenzo, che è stato poi intervistato brillantemente da Carmen Lasorella, corrispondente Rai da Berlino.
Dopo un piacevole intermezzo musicale con Al Bano ed Alex Britti, è seguito quello dei due balletti. Sul palco è così salito Pippo Baudo, la cui trasmissione «Novecento» ha sbaragliato il campo ottenendo un largo margine di voti dalla giuria popolare.
Un successo che sicuramente si rinnoverà nel prossimo ciclo di 14 puntate, la prima, come si diceva, il prossimo 1° ottobre. «Novecento» è stato premiato perchè, si legge nelle motivazioni, «ha saputo raccontare, grazie al suo presentatore, storie di un secolo con una forza innovativa e professionale».
È stato il direttore della Bcc del Garda, Campanardi, a consegnare il premio. Quindi, è stato il turno dell’ultimo personaggio premiato, Sergio Romano, già diplomatico dal 1954, poi scrittore ed editorialista del «Corriere della Sera» e di «Panorama», acuto polemista e saggista.
Le due giurie, entrambe presiedute da Bruno Vespa, erano formate dai corrispondenti Rai e da Mario Pasi, Renzo Giacchieri, Maurizio Cattaneo, Giamattista Lanzani e Bruno Maffellotto, questi ultimi tre direttori nell’ordine di «Bresciaoggi», «Il Giornale di Brescia» e «La Gazzetta di Mantova».


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