martedì, Gennaio 20, 2026
HomeAttualitàMolte più bombe del previsto
Al Trimelone raccolti ulteriori 2.200 ordigni, da oggi in una cava di Torri la bonifica. Sos dell’amministrazione: «Servono altri soldi per farle brillare»

Molte più bombe del previsto

Le bombe recuperate all’isola del Trimelone sono così tante che son finiti i soldi necessari allo stoccaggio e al brillamento degli ordigni stessi. Insomma, i fondali del lago attorno all’isola al largo di Assenza continuano a lasciare a bocca aperta. I lavori di bonifica del terreno proseguono senza intoppi, come i lavori di recupero degli ordigni bellici dall’acqua, tutti eseguiti dagli esperti della ditta Bosca di Venezia. Ma, assieme ai lavori, proseguono pure le sorprese, certamente al di là di ogni aspettativa. Dopo il recupero, nelle prime quattro settimane, di oltre 2.200 bombe di vario tipo, tra cui granate, bombe d’artiglieria, bombe a mano, mine, fumogeni e bombe a caricamento speciale (cioè le incendiare al fosforo bianco), altri 3.400 ordigni sono stati recuperati in questi giorni dagli uomini guidati da Nicola Falconi, tecnico con brevetto Bcm (bonifica campi minati, n.d.r.) e titolare della ditta veneziana incaricata dalla Prefettura. «Ad oggi», chiarisce l’assessore ai lavori pubblici di Brenzone, Davide Benedetti, incaricato dal sindaco Giacomo Simonelli di seguire quotidianamente la vicenda e responsabile del coordinamento tra le squadre al Trimelone, la Prefettura e le Forze Armate, «sono stati recuperati circa 5.600 ordigni di vario potenziale esplosivo». Una cifra record, ma pure agghiacciante se si pensa che, dal 1954, gli ordigni della prima e della seconda guerra mondiale giacciono sui fondali gardesani tra Assenza e il Trimelone e, soprattutto, se si pensa alle possibili conseguenze che ciò ha significato per la sicurezza dei cittadini. Questa cifra record sta però creando seri problemi anche sul versante economico dato che, come aveva illustrato Falconi al primo cittadino di Brenzone, «Quello del Trimelone è un caso unico in Italia per concentrazione, qualità e quantità di esplosivo», e visto anche che «la realtà è molto peggio di quanto ci potessimo aspettare». Così, assieme alle bombe, sono venute a galla esponenzialmente anche le necessità sul versante economico. «La Prefettura, tramite la Presidenza del Consiglio», ricorda l’assessore Benedetti, «aveva stanziato nel settembre scorso 660 mila euro mentre la giunta regionale, su proposta dell’assessore ai lavori pubblici Massimo Giorgetti, a marzo 2005 aveva dato un ulteriore contributo di 200 mila euro. Ebbene, oggi abbiamo già praticamente esaurito la quota di finanziamenti, solo 51 mila euro, che erano stati previsti per lo stoccaggio e il brillamento degli ordigni esplosivi, obbligatorio una volta recuperati gli stessi». Insomma: a circa metà del lavoro, dato che gli uomini della Bosca hanno finora bonificato il fondale lacustre solamente fino a una profondità di circa 10 metri rispetto ai 35 metri sotto l’acqua cui dovranno arrivare, sono praticamente terminati i soldi necessari a portare in una cava dismessa di Torri del Benaco gli ordigni e a farli poi brillare. E proprio questa mattina ci saranno i primi brillamenti nell’ex cava marmifera. «Sembra impossibile pure a noi», aggiunge Benedetti, «ma è proprio così. I fondi per continuare le ricerche e la bonifica ci sono. Mancano invece quelli per portar via e far saltare le bombe. All’inizio infatti era difficile quantificare il denaro necessaro a questo scopo, dato che non si poteva sapere cosa e quanto si sarebbe recuperato». Di qui la decisione del sindaco Giacomo Simonelli di formulare ora una nuova richiesta urgente di finanziamento straordinario all’assessore regionale Giorgetti che, proprio qualche settimana fa, era stato convocato in sopralluogo dall’amministrazione di Brenzone. Nell’occasione, il rappresentante veronese in regione di Alleanza nazionale già abbondantemente stupito per la quantità industriale di ordigni e per la situazione più che mai esplosiva, aveva voluto tranquillizzare gli amministratori, garantendo «ulteriore appoggio alle operazioni di bonifica, se necessario». In questi giorni Benedetti ha incontrato Giorgetti per illustrare i dettagli della richiesta. «Siamo a manifestare», hanno scritto il sindaco e l’assessore di Brenzone, «l’insufficienza di fondi per effettuare i brillamenti, vista l’indilazionabilità del completamento della bonifica per l’imminente inizio della stagione turistica, chiediamo ulteriori 350 mila euro di finanziamento straordinario». Una cifra che il primo cittadino oggi stima sufficiente sia per pagare lo stoccaggio delle bombe e l’affitto della cava di Torri del Benaco, dove i militari stanno portando a brillare gli ordigni, sia per mettersi al riparo da ulteriori ammanchi dovuti alla straordinaria quantità dei ritrovamenti. La palla passa ora all’assessore Giorgetti, al quale spetta il non facile compito di battere cassa in Giunta regionale per fare stanziare i soldi necessari a completare un intervento atteso dalla popolazione di Brenzone da 52 anni.

Articoli Correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

In Evidenza

Dello stesso argomento

Ultime notizie

Ultimi Video