Una rappresentazione teatrale dedicata agli studenti, prodotta da Chronos3 e introdotta da Flavio Casali, si è svolta al Palazzo Casinò di Gardone Riviera e ha reso omaggio a Gino Bartali, ricordando che nell’autunno del 1943 il campione trasportò documenti falsi da Assisi al vescovo di Firenze per favorire l’espatrio di ebrei, salvandone oltre 800, secondo le ricostruzioni citate, e che per Bartali «il bene si fa ma non si dice».
La memoria della Shoah a Gardone Riviera è inoltre testimonata da tre pietre d’inciampo dedicate a Alfredo Russo (vicolo Ars, 10), Arturo Soliani (corso Giuseppe Zanardelli, 7) e Umberto Soliani (corso della Repubblica, 57); Alfredo Russo, nato a Vienna il 25 settembre 1871, si era rifugiato nel 1939, fu arrestato nel dicembre 1943, deportato ad Auschwitz e assassinato il 26 febbraio 1944, mentre Arturo (n. 1912) e Umberto Soliani (n. 1916), titolari di un negozio in corso Zanardelli che cessò l’attività il 31 agosto 1943, si trasferirono a Roma, furono arrestati nella notte tra il 3 e il 4 febbraio 1944 durante il blitz alla basilica di San Paolo, trasferiti a Verona e poi a Fossoli e il 16 maggio 1944 deportati verso Auschwitz; Umberto risulta deceduto a Dachau il 15 marzo 1945, mentre per Arturo le tracce lo collocano a Gross-Rosen, a Flossenbürg il 25 febbraio 1945 e, secondo alcune fonti, successivamente a Buchenwald e Bergen-Belsen.


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