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Scontro Consorzio Visit Desenzano, confronto aperto sulla governance

Lo scontro Consorzio Visit Desenzano mette a confronto due ricostruzioni opposte sulla gestione dell’ente di promozione turistica. Il 17 luglio 2026 quattro componenti del Consiglio direttivo hanno chiesto un cambio di governance, contestando metodi e priorità dell’attuale Presidenza. La Presidenza guidata da Emanuele Bonotto ha respinto i rilievi, attribuito lo stallo alle assenze dei firmatari e chiesto le loro dimissioni. Le rispettive posizioni saranno sottoposte all’assemblea già convocata per settembre.

La posizione dei quattro consiglieri

Andrea Albiero, Lucia Cerini, Cristiano Malinverni e Marco Polettini spiegano di avere maturato la presa di distanza dopo un lungo periodo di confronto e dopo che l’auspicato cambio di rotta, a loro giudizio, non si sarebbe concretizzato. I quattro ritengono che la gestione sia diventata troppo orientata alla visibilità e non abbastanza concentrata sui temi concreti per gli operatori e per lo sviluppo del territorio. Contestano inoltre alla Presidenza di essersi allontanata dai principi di partecipazione, trasparenza e condivisione che, nella loro impostazione, dovrebbero guidare il Consorzio.

Nel comunicato i firmatari richiamano il metodo seguito dalle precedenti dirigenze, basato sul confronto con amministrazioni comunali e provinciali e con gli enti territoriali. Indicano tra le materie che richiederebbero maggiore attenzione le politiche turistiche, la destinazione delle risorse economiche, le osservazioni agli strumenti urbanistici e, più in generale, lo sviluppo economico e turistico di Desenzano. Si tratta dei settori nei quali, secondo i quattro consiglieri, il Consorzio dovrebbe tornare a esercitare un ruolo più collegiale.

Albiero, Cerini, Malinverni e Polettini descrivono inoltre una situazione di stallo decisionale dovuta, nella loro ricostruzione, all’assenza di una maggioranza nel Consiglio. Sostengono di avere chiesto che la gestione fosse limitata all’ordinaria amministrazione e contestano invece l’avvio di rapporti e accordi con soggetti esterni, iniziative autonome, comunicazioni e decisioni di rilievo economico e gestionale che ritengono non approvate dalla maggioranza del Direttivo. Da qui la richiesta di aprire una nuova fase di governance fondata sul rispetto reciproco, sulla responsabilità del ruolo presidenziale e sulla rappresentanza dell’intero comparto turistico.

La replica della Presidenza

La Presidenza esprime amarezza per la decisione di rendere pubblico il dissenso e sostiene che il confronto avrebbe dovuto svolgersi negli organi del Consorzio. Contesta soprattutto la ricostruzione dello stallo: secondo la replica, sarebbero le assenze sistematiche dei quattro consiglieri dalle riunioni a rendere più difficile il funzionamento del Direttivo e i suoi processi decisionali. Bonotto invita quindi i firmatari a partecipare alle sedute, presentare le proprie proposte e accettare il confronto e le decisioni assunte a maggioranza.

La Presidenza ritiene inoltre che i rilievi su comportamenti non consoni, iniziative autonome e ricerca di visibilità personale restino generici, perché non accompagnati dall’indicazione di singoli atti o iniziative. Bonotto afferma poi di avere riscontrato un ammanco di 25mila euro e sostiene che la somma sarebbe stata impiegata per ricerche di acqua termale a beneficio di interessi non precisati. Il dato e la destinazione dei fondi fanno parte della ricostruzione del presidente; nelle dichiarazioni disponibili non sono indicati elementi contabili di dettaglio. La Presidenza ribadisce infine l’intenzione di continuare a operare nel rispetto delle regole e chiede che tutte le posizioni vengano discusse nelle sedi consortili. Riferisce anche un clima di disagio e imbarazzo tra una parte degli albergatori per il trasferimento della contrapposizione sulla stampa.

La risposta si chiude con la richiesta di dimissioni immediate di Polettini, Malinverni, Albiero e Cerini, motivata dalla Presidenza con le assenze contestate e con le conseguenti difficoltà operative. Viene sollevato anche un possibile conflitto d’interessi: secondo la Presidenza, tre dei quattro firmatari avrebbero stretti legami di parentela. Anche questa affermazione rientra nelle contestazioni formulate da una delle parti. L’assemblea di settembre dovrà valutare le diverse posizioni e l’operato degli organi consortili.

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