A Brescia, al Museo di Santa Giulia, prosegue fino al 23 agosto la mostra Bruce Gilden. A Closer Look, proposta nell’ambito dell’offerta estiva dei Musei Civici e riportata all’attenzione del pubblico in concomitanza con le agevolazioni previste per agosto: ingresso gratuito per i nati e residenti in provincia di Brescia e biglietto ridotto a 5 euro nei giorni feriali. L’esposizione rientra nel percorso della Fondazione Brescia Musei dedicato ai fotografi contemporanei statunitensi e presenta un ampio nucleo di immagini che raccontano il lavoro di un autore noto per uno sguardo diretto e senza mediazioni.
Il percorso espositivo
La mostra raccoglie 80 fotografie e attraversa diverse fasi della ricerca di Gilden: dagli scatti in bianco e nero realizzati a New York, Haiti e in Giappone, dove ha fotografato anche esponenti della Yakuza, fino alle tappe europee tra Francia, Irlanda e Inghilterra. Il percorso arriva alla serie Faces, sviluppata tra il 2013 e il 2024.
Le immagini sono costruite con l’uso del flash e con una forte prossimità ai soggetti. Donne, uomini e bambini incontrati per strada compaiono spesso in condizioni di fragilità o marginalità sociale, con volti che restituiscono dolore, angoscia, dignità e resistenza. La fotografia diventa così un racconto visivo ad alto contrasto, privo di filtri.
Lo sguardo di Bruce Gilden
Nel testo che accompagna la presentazione della mostra emerge la cifra più riconoscibile dell’autore: un approccio definito anti-sistema, lontano da ogni immagine patinata. Le persone ritratte sono descritte come disoccupati, lavoratori precari o individui segnati da dipendenze e situazioni difficili. Ogni fotogramma concentra una storia personale che affiora attraverso i tratti del volto.
Tra le parole riportate dall’artista compare anche una frase pronunciata in inglese: “sono arrabbiato!!”.
Film, catalogo e curatela
L’allestimento è completato da due film: uno realizzato da Magnum Photos, agenzia per cui Gilden lavora; l’altro costruito come intervista biografica con il fotografo e reporter britannico Martin Parr, amico dell’autore recentemente scomparso. La mostra è stata ideata dallo stesso Gilden ed è curata da Denis Curti, con il supporto di Andréa Holzherr, Global Cultural Director di Magnum Photos.
A corredo dell’esposizione è disponibile anche un catalogo edito da Skira, dedicato sia alla mostra sia all’installazione collegata al progetto, con un’intervista inedita a Bruce Gilden curata da Denis Curti.
Il precedente progetto a Brescia
In primavera, alla Pinacoteca Tosio Martinengo, era stata presentata anche l’installazione site-specific Grazia/Grace, omaggio di Bruce Gilden a Raffaello attraverso un dialogo con l’Angelo e il Redentore. Il dittico fotografico è entrato nella collezione permanente dei Musei Civici di Brescia dal 12 luglio.
Nel commento curatoriale riportato nel materiale della mostra, Denis Curti descrive Gilden come un autore capace di rimuovere la patina glamour della Quinta Strada e trasformare la fotografia in una registrazione delle microstorie urbane:
“Credo davvero che tutti amino il lavoro di Bruce Gilden ma nessuno, me compreso, è sicuro di averlo capito fino in fondo (…) Il risultato è un documento alchemico: cronaca e visione personale fuse insieme.”


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