La corsa per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2029 è ufficialmente entrata nella sua fase valutativa dopo la scadenza del 23 settembre 2026, termine fissato dal Ministero della Cultura per il deposito dei dossier di candidatura. Tra i 17 Comuni e unioni di Comuni che entro il 1° luglio avevano manifestato interesse al bando figura la proposta unitaria del Lago di Garda, presentata con il Comune di Bardolino nel ruolo di ente capofila.
Il passaggio formale apre ora l’esame comparativo da parte della giuria ministeriale, delineando una competizione che vede il bacino benacense misurarsi direttamente con due realtà lombarde di peso: la Comunità Montana di Valle Camonica e la città di Cremona.
Il dossier unitario del Benaco: 37 Comuni e tre Regioni
La candidatura del territorio benacense, avviata formalmente con Bardolino capofila, raccoglie l’adesione di 37 Comuni rivieraschi e dell’entroterra distribuiti su tre diverse Regioni: Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige. Il progetto punta a superare la tradizionale frammentazione amministrativa del lago, trasformando l’attrattività turistica internazionale in una piattaforma strutturata di cooperazione culturale permanente.
Il documento depositato a Roma coinvolge oltre 160 soggetti istituzionali, tra cui atenei universitari, consorzi di tutela delle produzioni tipiche e le principali fondazioni del territorio. Tra i sostenitori figura il presidente del Vittoriale degli Italiani, Giordano Bruno Guerri, nominato ambasciatore del progetto.
Il confronto con Valle Camonica e Cremona
Fra le 17 manifestazioni di interesse, la presenza contemporanea di tre comprensori contigui accende un confronto significativo per l’area orientale della Lombardia.
La Valle Camonica scende in campo con una cordata di 40 Comuni guidata dalla Comunità Montana, fondata sul tema “10.000 anni di futuro”. Il dossier camuno fa leva sulla celebrazione, fissata proprio per il 2029, del cinquantesimo anniversario del riconoscimento dell’arte rupestre quale primo sito UNESCO d’Italia (1979).
Cremona propone invece la propria centralità nel comparto della liuteria, patrimonio immateriale dell’umanità, e la tradizione musicale storica legata a Claudio Monteverdi e Antonio Stradivari. In corsa c’è anche la veneta Bassano del Grappa, accanto ad altre candidature del centro e del sud, tra cui Tivoli, Cassino, Campobasso e Corigliano-Rossano.
Il calendario del Ministero: le dieci finaliste a dicembre e il verdetto a marzo
L’iter di selezione stabilito dal bando ministeriale prevede scadenze precise:
- entro il 16 dicembre 2026: la giuria, composta da sette esperti nominati dal Ministero della Cultura, renderà nota la lista delle dieci città e unioni finaliste;
- entro il 10 marzo 2027: audizioni pubbliche delle finaliste, nelle quali ciascun comitato promotore illustrerà il proprio progetto;
- entro marzo 2027: proclamazione della vincitrice, alla quale verrà assegnato il contributo statale di un milione di euro per l’attuazione degli eventi nel corso del 2029.


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