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Castello Scaligero di Malcesine: storia, architettura fortificata e museo del Baldo sulla rocca

Il Castello Scaligero di Malcesine sorge su uno sperone di roccia calcarea a picco sulla sponda orientale del Lago di Garda, a presidio della via d’acqua settentrionale e dell’antico asse viario tra la pianura veronese e il Trentino. Monumento nazionale dal 1902, la fortificazione rappresenta con il Castello Scaligero di Sirmione uno dei complessi castrensi medievali meglio conservati dell’intero bacino lacustre.

Oltre al valore architettonico e militare, il complesso ospita al suo interno il Museo di Storia Naturale del Monte Baldo e del Garda e la sezione storica dedicata al soggiorno di Johann Wolfgang von Goethe, testimoniando la transizione da piazzaforte difensiva a polo museale e culturale integrato nel borgo medievale di Malcesine.

Dalle origini longobarde all’impronta della signoria scaligera

Le prime tracce di un presidio fortificato sullo sperone risalgono all’epoca longobarda, sul finire del sesto secolo, quando la rocca fu distrutta dai Franchi nel 590 e successivamente ricostruita; secondo la tradizione, nell’806 vi fu ospite re Pipino d’Italia. Il castello conobbe incursioni ungare nel decimo secolo e passò quindi sotto la giurisdizione dei vescovi di Verona.

La trasformazione strutturale in possente rocca d’avvistamento e difesa si consolidò a partire dal 1277, con l’insediamento della signoria degli Scaligeri. Fu Alberto I della Scala ad avviare la riorganizzazione del sistema di cinte murarie e delle feritoie, intervento proseguito sotto Cangrande I e Mastino II per contrastare le mire dei Visconti di Milano e dei signori di Mantova.

Tra il 1387 e il 1403 la rocca cadde temporaneamente sotto il dominio visconteo, per poi essere incorporata nel 1405 nei domini della Serenissima Repubblica di Venezia. Venezia trasformò il maniero nella sede del Provveditore e del Capitano del Lago, stanziandovi un corpo di guardia permanente preposto al controllo delle dogane navali e delle merci in transito verso Riva del Garda. Dopo la parentesi imperiale asburgica sotto Massimiliano I (1506-1513), Venezia mantenne il controllo del castello fino alla caduta della Repubblica nel 1797. Nel corso dell’Ottocento il Genio militare austriaco ne adeguò gli spazi a caserma confinaria, prima del passaggio definitivo al Regno d’Italia nel 1866.

L’architettura fortificata: i cortili e il mastio

Il castello sale per terrazze lungo lo sperone, dal borgo fino alla sommità:

  • La Casermetta: l’edificio all’ingresso dove alloggiava la guardia del castello, oggi sede del Museo di Storia Naturale del Monte Baldo e del Garda;
  • Il Rivellino: il secondo cortile, di epoca austriaca, con un poggiolo merlato affacciato sul lago e sulle cime del Monte Baldo; da qui una gradinata sale all’antica polveriera austriaca, oggi Sala Goethe;
  • Il cortile superiore e il mastio: il cortile più alto e settentrionale conserva un antico pozzo e un affresco della Madonna con Bambino. Il mastio, di forma irregolare, si alza di circa 70 metri sul lago e custodisce una campana civica del 1442.

Goethe a Malcesine: il disegno del 1786 e l’accusa di spionaggio

Il castello lega la propria notorietà europea all’episodio accaduto il 13 settembre 1786 durante il viaggio in Italia del poeta tedesco Johann Wolfgang von Goethe.

Costretto ad approdare a Malcesine a causa di una burrasca e del vento contrario mentre navigava da Torbole a bordo di una barca a remi, Goethe si sedette nel cortile del castello per tracciare uno schizzo a matita dell’architettura della rocca. L’atto insospettì i residenti e le guardie veneziane guidate dal podestà, che scambiarono il viaggiatore per un ingegnere militare o una spia asburgica inviata a rilevare i punti deboli della fortificazione di frontiera. Soltanto dopo un lungo interrogatorio condotto con l’ausilio di un cittadino locale che aveva lavorato a Francoforte, Goethe riuscì a dimostrare la natura puramente artistica del suo lavoro, evitando l’arresto.

L’episodio, narrato dallo stesso autore nel volume Viaggio in Italia, è documentato all’interno della Sala Goethe, ricavata nell’antica polveriera austriaca, che raccoglie opere dedicate al castello e al lago.

Il polo museale del Monte Baldo e le indicazioni di visita

Nella Casermetta ha sede il Museo di Storia Naturale del Monte Baldo e del Garda, riallestito nel 2008 con la direzione scientifica del Museo civico di storia naturale di Verona: nove sale raccontano la storia del lago, del paesaggio e del Monte Baldo. Il castello ospita anche un museo della pesca, con attrezzi antichi e una gondola piana dei pescatori del Garda.

Il castello è visitabile durante tutto l’arco dell’anno con variazioni stagionali nelle aperture delle sale museali e della torre panoramica. Per tariffe aggiornate, prenotazioni di visite guidate e orari delle mostre temporanee è possibile consultare il portale ufficiale del Comune di Malcesine.

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