mercoledì, Luglio 24, 2024
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È grande la preoccupazione che investe la maggior parte dei produttori, ed i loro vigneti, del Lugana

Allarme per l’alta velocità

È grande la preoccupazione che investe la maggior parte dei produttori, ed i loro vigneti, del Lugana in merito alla progettazione della Linea Ferroviaria di Alta capacità Milano-Venezia per il tratto Milano-Verona. Una preoccupazione crescente che ha fatto scaturire la necessità di intervento dell’organo consortile che raggruppa la gran parte di produttori e coltivatori del Lugana qual’è il Consorzio di tutela Lugana DOC. In questi giorni il presidente Paolo Fabiani ha inviato una lettera ai vari Enti Pubblici, Associazioni di categoria ed ai parlamentari locali di tutte le Forze politiche presenti in Parlamento affinché si facciano portatori delle preoccupazioni e, soprattutto lo scempio nel cuore della zona di produzione di uno dei più ambiti vini nazionali, qual è il Lugana, che la realizzazione dei progetti attualmente in itinere, provocherebbero la distruzioni di ampie zone del cuore produttivo. “Non le nascondo l’amarezza e la delusione quando, dopo la lettura del progetto preliminare depositato nel novembre scorso presso i comuni interessati alla linea ferroviaria in oggetto, ho potuto verificare che il tracciato non aveva subito variazioni di rilievo. Infatti – scrive nella sua accorata lettera, Paolo Fabiani – è stato riproposto con l’attraversamento in superficie su tutto il territorio di produzione del vino Lugana DOC, ma questa volta con una “piccola variazione”: sono stati previsti una decina di scambi con binari di sosta, paralleli alla linea principale, proprio nel cuore della zona di produzione del vini Lugana DOC, e lascio a Voi immaginare il futuro impatto ambientale. Come lei saprà – prosegue Fabiani – l’immagine che il vino porta con sé si riallaccia sempre più alla bellezza della sua zona di origine, al prezioso territorio che lo ha partorito. Il Lugana in modo particolare è tra i pochissimi vini bianchi che nascono in pianura su terreni argillosi e limosi, su terre bianche così difficili da lavorare ma particolarmente ricche di Sali che tipicizzano al massimo il prodotto, conferendogli grande finezza e sapidità, un “unicum” legato al proprio ambiente non ripetibile altrove. È quindi con estrema fermezza – conclude il presidente Fabiani –che il Consiglio del Consorzio Tutela Lugana DOC ha deciso, all’unanimità,nella sua recente seduta di opporsi con tutte le forze e con ogni mezzo allo scempio a cui il nostro prezioso territorio sarà sottoposto”.Molte le associazioni,a vario indirizzo, che ultimamente sono scese in campo contro il possibile scempio ambientale che questa realizzazione porterebbe in una delle zone più belle ed incontaminate del basso Garda. “Riusciremo a salvare il nostro ambiente, il nostro prodotto, il nostro lavoro ed il nostro futuro?” Questo il quesito, inquietante, che regna nella Lugana e lungo le colline Moreniche del Garda.

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