giovedì, Giugno 13, 2024
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Passaggio di consegne all’aerobase militare dal colonnello Nordio all’ex pilota del Golfo. Il nuovo comandante agli Usa: «Vi staremo vicini»

Bellini in sella ai Diavoli rossi

Ghedi. – Con la formula di riconoscimento pronunciata dal colonnello Roberto Nordio, comandante uscente dell’aerobase militare di Ghedi – «In nome del capo dello Stato, ufficiali, sottuffuciali, avieri, personale civile, voi riconoscerete il colonnello Gianmarco Bellini quale comandante del Sesto Stormo» – è avvenuto ufficialmente ieri mattina all’aerobase militare il trasferimento dell’autorità tra i due comandanti. Bellini ha così assunto la guida dei Diavoli Rossi, 11 anni dopo aver lasciato la base (quando il suo gruppo di volo, il 155°, passati cinque anni di attività a Ghedi fu assegnato al 50° Stormo di Piacenza) e dieci anni e mezzo dopo aver partecipato alla guerra del Golfo. Bellini si rivede a Ghedi proprio mentre si torna a parlare di possibili scenari di guerra: «Una pura coincidenza», taglia corto il colonnello. La base ghedese sta proseguendo la sua normale attività di addestramento al volo sui Tornado. E non sono ancora scattati particolari preallarmi. Dei 47 giorni di prigionia presso gli iracheni che abbatterono il suo Tornado e che lo liberarono solo nel marzo del 1991, Bellini ha rimosso gli aspetti peggiori che pure lo hanno «cambiato e fatto maturare, perché puoi contare solo sulle tue forze, soprattutto sulla forza d’animo: si è in balia della volontà di qualcuno che può anche ucciderti. Sono anche geloso di quel passato, come una esperienza mia che mi ha toccato nel profondo». La cerimonia si è svolta al suono della fanfara della prima regione aerea diretta dal maresciallo Albano Petrucci, scandita dagli «at-tenti» e dai «present-arm» tra alte uniformi e sciabole sguainate, nell’hangar di manutenzione, davanti allo schieramento militare formato dal picchetto d’onore, dai rappresentanti degli ufficiali con fascia azzurra, dei sottufficiali, della truppa e dei militari dell’831° Munss (Ufficiali della base americana), ai gonfaloni istituzionali – della Regione, della Provincia, del Comune di Ghedi – al labaro dal nastro azzurro e a quelli delle associazioni di combattenti e di arma. Molte le autorità civili e militari presenti: Viviana Beccalossi, il presidente della Provincia Alberto Cavalli, il sindaco di Brescia Paolo Corsini, il prefetto Anna Maria Cancellieri, il sindaco di Ghedi Osvaldo Scalvenzi e quelli dei Comuni limitrofi, e Luigi Gorrini, medaglia d’oro al valor militare. Ha presieduto la cerimonia il generale Antonio Urbano, comandante della Brigata aerea cacciabombardieri ricognitori. Entrambi i comandanti hanno espresso solidarietà verso gli alleati statunitensi per l’orrendo attacco terroristico dell’11 settembre. A loro Nordio ha espressioni di solidarietà in lingua inglese. Bellini ha rivolto il pensiero alle numerose vittime: «I terroristi hanno colpito non solo la nazione americana, ma tutto il mondo civile e democratico. Agli amici di oltreoceano che lavorano qui nella base di Ghedi, va il mio più profondo cordoglio e la mia assicurazione che, anche se lontani dalla loro patria, qui non si dovranno mai sentire degli stranieri e non saranno soli ad affrontare questa immane tragedia». Il generale Urbano ha avuto parole di stima e di affetto nei confronti dei due comandanti, ricordando che il passaggio delle consegne è uno dei «momenti più importanti nella vita di uno Stormo», tanto più se si tratta del Sesto, «colonna portante della struttura operativa dell’Aeronautica militare». «Una cerimonia stupenda ed emozionante – è stato il commento di Viviana Beccalossi, a Ghedi per la prima volta – mi dispiace che se ne vada un amico come Nordio che ha saputo avvicinare ancora di più i cittadini all’arma azzurra. Bellini, che ha dimostrato di saper affrontare situazioni difficili, sarà altrettanto qualificato». Anche il presidente Cavalli ringrazia Nordio, che «ha guidato lo Stormo in missioni internazionali di pace, accrescendo la fiducia nelle forze armate. Soprattutto, aprendosi al territorio, ha diffuso il rapporto di confidenza tra popolazione civile e militare. Bellini da eroe di guerra saprà con il suo carisma assumere impegni condivisi e rafforzare i rapporti con la società civile».

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