domenica, Luglio 21, 2024
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Consegnato ieri alla ditta appaltatrice il piano di ripristino delle spiagge distrutte dall’alluvione del 2000. Sono 8.500 i metri da sistemare L’opera costerà 300mila euro

Cantieri aperti per rifare le sponde

Ottomila e cinquecento metri di sponda tutta nuova per spianare il cammino alla passeggiata da Pai ad Assenza. Stanno per partire, a Brenzone, i lavori di sistemazione delle rive che, nel 2000, furono danneggiate dalla terribile alluvione che distrusse scogliere, scavò buchi e avvallamenti, sbaragliò muri e muretti, creò anfratti, ammucchiò inconsueti ammassi di ghiaia. Anche l’inserimento del collettore a vari livelli di quota ha contribuito ad alterare la riva del lago, la cui linea è stata a tal punto mutata che si presenta, oggi, come un disordinato alternarsi di scogliere artificiali, muri a secco, zone ghiaiose pianeggianti, improbabili piccole spiagge nate nel tempo tra un «pennello» e l’altro. Insomma c’è molto da rifare ma, entro l’estate, la sponda di Brenzone cambierà volto. Lo assicura il sindaco Giovanni Zappalà che, proprio ieri ha consegnato alla ditta appaltatrice il piano dei lavori approvati. «Dai rilevamenti fatti su tutto il territorio costiero è emerso che gli interventi necessari sono molti e di diversa natura», esordisce Zappalà che precisa: «A Brenzone ci sono ad esempio circa 60 “pennelli” frangiflutti. Sono blocchi calcarei costruiti sulla sponda, sporgenti nel lago, essenziali per proteggere la riva dall’azione erosiva delle onde. Hanno bisogno di una costante manutenzione e ora dovranno essere caricati ed allungati in punta in quanto, essendo stati erosi, non svolgono più la loro essenziale funzione di frangere il moto ondoso». Anche le scogliere artificiali hanno urgente bisogno di manutenzione. «In più punti si sono creati dei vuoti tra i massi che li formano e, di conseguenza, l’acqua vi penetra formando buche ed avvallamenti ai bordi e sconnessioni tra le lastre della pavimentazione». Anche i molti muretti in sasso richiedono un lifting totale. «Ci sono lavori che dovranno essere svolti da operai qualificati come il ripritistino di alcune scalette o muretti di contenimento. I terrapieni saranno invece sistemati utilizzando ghiaia o recuperando e ricollocando massi sparsi lungo la costa». Se l’inserimento del collettore ha certamente snaturato la sponda, ha di fatto creato per quasi tutta la lunghezza della costa la possibilità di un camminamento che l’Amministrazione intende sfruttare e rendere anche «il più agevole possibile». «È una vera e propria passeggiata la cui continuità è ora impedita da tratti demaniali e tratti dati in concessione a privati», spiega Zappalà. «Uno dei punti in cui il percorso è completamente interrotto si trova all’altezza dell’hotel Taki nella zona sud di Brenzone: chiederemo di concederci diritto di passo visto che si dovrà intervenire per realizzare un tratto con riempimento in sassi e successiva sigillatura». Un esperimento sarà invece fatto a Castelletto: «Per 150 metri si farà una pavimentazione in ghiaino levato nell’area sottostante il parcheggio: vedendone l’effetto in una zona particolarmente battuta dalle onde, si potrà valutare l’idea di attuarla in altri tratti della passeggiata che dovrebbe poi coprire l’intero territorio comunale». E arriverà anche qualche nota verde: «Si metteranno schermature a barriera per evitare che i bagnanti si trovino a diretto contatto con il traffico, saranno consolidati pendii erbosi e zone franate». L’opera costerà in totale 309.874,14 euro, circa 600 milioni di vecchie lire.

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