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Ciampi riapre la «Gardesana»

Per Limone è arrivato il grande giorno. Questo pomeriggio, alle ore 18, arriverà l’elicottero con a bordo il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e la moglie Franca. Una visita in forma privata, ma di grande significato, prima di salire sul battello che lo porterà a Riva, dove taglierà il nastro della nuova galleria, realizzata a tempo di record, che permetterà da domani la riapertura della «Gardesana». Tutto questo a meno di sette mesi dalla frana che prima di Natale si era abbattuta sulla statale fra Riva e Limone, bloccando i collegamenti con il Trentino. Ora l’isolamento è finalmente tolto, ma il problema di questa strada – che ha bisogno di cure radicali – resta. Ed è un problema serio. «Il presidente lombardo Roberto Formigoni e l’assessore regionale alla Mobilità, Massimo Corsaro, sono volati ieri a Roma, per incontrare il ministro delle Infrastrutture, Piero Lunardi, e gli hanno consegnato un elenco di priorità che riteniamo irrinunciabili. Tra queste figurano la statale 42 e la 45 bis. Per la prima serve il completamento, per la Gardesana occidentale il problema è legato alla messa in sicurezza». Margherita Peroni, consigliere regionale e presidente della Commissione territorio, ribadisce l’importanza della Gardesana e si sofferma sulla «sicurezza della strada, che è irrinunciabile per l’economia di questa zona e per il suo sviluppo economico». Ma non tralascia un significativo paragone con la provincia di Trento, data la velocità e l’efficacia con la quale i «vicini» sono riusciti ad approntare il tunnel. «Se riflettiamo su come Trento riesce ad avere procedure e finanziamenti, possiamo capire che la possibilità della gestione autonoma è una grande risorsa: per chi ce l’ha…». Alberto Cavalli, presidente della Provincia di Brescia, va oltre: «Le risorse economiche della Provincia di Trento sono assolutamente straordinarie (7 mila miliardi a fronte di meno di mezzo milione di abitanti) e assorbono gran parte del bilancio regionale. Si tratta di una dotazione molto superiore a quella delle altre realtà a statuto ordinario. La Provincia di Brescia, ad esempio, con 1 milione e 100.000 abitanti, gestisce 350 miliardi, una cifra 40 volte inferiore a quella di Trento. Quanto all’aspetto procedurale, vi sono norme che non valgono per le provincie di Trento e Bolzano, per cui queste si autoregolano». Cavalli, che ricorda come gli aspetti relativi all’architettura istituzionale del Paese siano stati oggetto della sua campagna elettorale un paio di anni fa, prosegue: «Anche gli Enti locali devono godere delle risorse che maturano dal territorio e sul territorio. Vi deve essere un rapporto tra l’Ente locale che deve essere connesso al fatturato complessivo e ai proventi fiscali locali, che non devono essere ripartiti a livello nazionale. In altre parole, i soldi di Brescia devono rimanere a Brescia e non andare a Roma ed essere poi dirottati secondo regole non condivise». Tornando all’aspetto che oggi focalizza l’attenzione, l’apertura della galleria della Rocchetta tra Riva e Limone, Cavalli riconosce «la tempestività trentina», ma mette anche l’accento sulla «efficace condivisione di iniziative tra Brescia e Trento, tra le province, la Comunità montana, i sindaci dei comuni. Tutto ciò ha dimostrato vivacità e ha ribadito che il Garda ha necessità di progetti comuni tra le due provincie che in questa occasione hanno dialogato positivamente ed in maniera aperta». Infatti, tra la decisione di mettere mano all’opera, cioè la costruzione di un chilometro di nuova galleria, e la sua realizzazione, «sono passate un paio di stagioni: l’inverno e la primavera. Se Trento ha fatto la sua parte, noi abbiamo però contribuito attraverso la sollecitazione. In questo modo, la collaborazione tra provincie diverse – Brescia e Trento, ma va ricordata anche Verona – vede nella realizzazione della galleria un primo segno di coesione politica attorno al Garda». Il presidente Cavalli conclude: «La Gardesana è sempre all’attenzione, ma servono almeno 300 miliardi per la messa in sicurezza del tratto Gargnano-Trentino: se non ce la può fare l’Anas con il suo bilancio serve un intervento specifico». Il discorso finanziario è affrontato anche da Bruno Faustini, presidente della Comunità montana Parco dell’Alto Garda: «Dobbiamo “fare sistema” meglio che in passato, lavorando in maniera coesa tra Provincia, Comunità montana e Comuni. Dobbiamo far capire a tutti l’importanza e il peso che la Gardesana riveste. Noi lo abbiamo fatto attraverso decine di riunioni e con il costante impegno nel richiamare il tema all’attenzione di deputati e senatori bresciani, evidenziando la necessità di individuare risorse certe, vale a dire i 300 miliardi per la messa in sicurezza. «La Gardesana deve divenire strada provinciale, ma il passaggio deve essere fatto un minuto dopo che sono stati individuati i 300 miliardi necessari per i lavori. Non dobbiamo dimenticare che questa situazione si trascina da decenni». Come procedere? «L’ipotesi potrebbe essere quella di andare per stralci, investendo 50-60 miliardi all’anno su specifici tratti di strada, in modo da potere lavorare nei mesi invernali, senza intaccare la stagione estiva. Un intervento da realizzare in 5-6 anni evitando quindi un lavoro complessivo, che potrebbe generare conseguenze negative per il transito veicolare». E sull’ennesimo intoppo alla circolazione (chiusura a orari per alcuni giorni la settimana prossima a Forbisicle) interviene Manlio Bonincontri, sindaco di Tignale: «Sindaci, Anas e Comunità montana si sono incontrati la scorsa settimana. Abbiamo ottenuto che i lavori a Forbisicle avvengano dopo l’apertura della galleria, in modo da non isolare molti chilometri della riviera. Ma bisogna ribadire che spesso vengono effettuati lavori – come accade in questi giorni a Toscolano Maderno – mal programmati e male organizzati rispetto alle esigenze della realtà turistica in cui viviamo».

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