domenica, Luglio 21, 2024
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I rappresentanti dell’Associazione geologica bresciana, con il prof. Piero Fiaccavento, hanno visitato le stazioni sismometriche sul monte San Bartolomeo di Salò e a Cima Rest di Magasa

Così si controllano i terremoti sul Garda

Sotto la guida di Piero Fiaccavento, i rappresentanti dell’Associazione geologica bresciana, diretta da Carlo Fasser, hanno visitato le due stazioni sismometriche allestite dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Roma (Ingv) nel parco Alto Garda, per l’esattezza sul monte San Bartolomeo di Salò e a Cima Rest di Magasa.Il programma è stato ben articolato e dettagliato. Fiaccavento ha descritto con dovizia di particolari gli strumenti disponibili, e l’inserimento delle due stazioni a livello nazionale. Assieme a Mario Tonicelli e a un collaboratore, ha inoltre spiegato le potenzialità dell’Osservatorio astronomico, mostrando le attrezzature, illustrando il lavoro di monitoraggio con la relativa documentazione archivistica e fotografica, fornendo precisi chiarimenti. Prossimo appuntamento: quest’ estate, a Cima Rest, per dare un’occhiata al cielo e alle stelle.Sorto nel 1936, con decreto legislativo firmato da Guglielmo Marconi, allora presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, nel 1999 l’Istituto nazionale di geofisica ha allargato le competenze alla vulcanologia. Promuove attività di studio, coordina programmi, svolge funzioni di controllo, fornisce supporto tecnico alle amministrazioni pubbliche, sorveglia il territorio attraverso una rete di sensori, collegati in tempo reale al centro di acquisizione dati dell’Eur, nella capitale. Lo scopo è duplice: comunicare tempestivamente alla Protezione civile la localizzazione e l’entità di ogni evento sismico; raccogliere informazioni scientifiche di base per una migliore conoscenza dei fenomeni.In totale le stazioni sono 180. Contengono un sensore, che trasforma il movimento del terreno in segnale elettrico, successivamente amplificato, e utilizzato per modulare una nota portante di frequenza, compresa tra 600 e 3.060 Hz (banda fonica). Una stazione sismica di buona sensibilità deve poter registrare sia spostamenti del terreno molto piccoli, legati a terremoti lontani, sia movimenti più vistosi, che possono raggiungere velocità dell’ordine dei centimetri/secondo. Anche il campo delle frequenze oscilla tra le decine di Hertz e i millesimi. Il collegamento tra San Bartolomeo di Salò e cima Rest con la centrale operativa di Roma è assicurato tramite satellite.

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