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    Ottobre 2015

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    Dai dati che arrivano un po’ da tutto il Garda si evince che, finalmente, questa stagione turistica è andata “alla grande!”

    Non è ancora finita, però a quanto sembra anche ottobre non dovrebbe essere poi tanto maluccio. E i turisti sono ancora a spasso per le nostre rive.

    Questo conferma il mio sano ottimismo, sempre manifestato in queste righe, e la convinzione che i conti bisogna farli a stagione conclusa, meglio ancora l’anno dopo.

    Dunque, passata in archivio l’estate 2015, già si inizierà a mormorare (leggi preoccuparsi) su quella prossima ma, intanto, è d’uopo una riflessione sull’incidenza che Expo 2015 ha avuto sull’economia turistica del lago di Garda. Il dato qui è zero.

    Non lo dico io, ma gli stessi operatori e le associazioni di categoria che ammettono il flop delle tanto attese e temute vertiginose presenza sulle sponde gardesane dei visitatori all’Esposizione universale che chiuderà i battenti a fine ottobre.

    Mi sembra ieri quando, nelle numerose conferenze stampa del lago, tutti vedevano in Expo un fantastico strumento (da finanziare con contributi quasi a pioggia) di promozione turistica del lago e soprattutto nel movimento turistico legato all’evento. Numerose strutture ricettive addirittura avevano confezionato pacchetti promozionali con biglietto d’ingresso e facilitazioni varie. Invece niente! Non ce n’è stato di bisogno, perché a contribuire al successo turistico 2015 è venuto in aiuto il bel tempo (a Dio piacendo), insieme alle bellezze territoriali di sempre (stabili per tutto l’anno)e alla professionalità (ineguagliabile) dei nostri imprenditori e addetti ai lavori.

    Il Garda, l’ho sempre sostenuto, è “un’isola” davvero felice, capace di reggersi sulle proprie gambe, una “regione” che da sempre ha voluto, o dovuto, arrangiarsi in considerazione della sua collocazione “ai margini” delle tre regioni tra cui si divide (Lombardia, Veneto e Trentino).

    Nonostante i più disparati tentativi di accordi e tavoli interprovinciali o interregionali, ciò che prevale sempre, nonostante tutto, è la forza di volontà unita alla professionalità dei nostri imprenditori, pubblici e privati. Il lago di Garda è in grado di navigare autonomamente con il vento in poppa, basta lo lascino andare… Altro che Expo!

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