venerdì, Aprile 12, 2024
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Proseguono le reazioni dopo l’inserimento del Monte Baldo nell’elenco delle aree da proteggere già approvato dal Senato

«Il parco farà bene all’economia»

Nessun disastro per l’economia. Al contrario, la nascita del parco nazionale del Baldo funzionerà da freno allo spopolamento e da propulsore per una ripresa nella quale in molti sperano ma che ad oggi non è ancora iniziata. Legambiente non ci sta ad avallare in silenzio le preoccupazioni espresse nei giorni scorsi dall’assessore alle politiche montane della Provincia Marco Truzzoli e dal parlamentare di An Alberto Giorgetti e controbatte punto per punto a chi vede nell’istituzione di un’area di salvaguardia ambientale una vera e propria minaccia. «Innanzitutto la lista prodotta dal Senato non nasce dal nulla. Di un parco del Baldo si parla da oltre vent’anni», puntualizza Michele Bertucco, presidente dell’associazione, «e la sua realizzazione è prevista anche nel Piano territoriale regionale di coordinamento approvato nel 1992. Purtroppo delle 13 aree tra parchi e riserve approvate in quel testo non ne è stata creata nemmeno una, con eccezione del parco del delta del Po, che tuttavia nella sua attuazione è stato snaturato». Legambiente cita inoltre la legge quadro 394 del 1991 che regolamenta i parchi; questa fissa una stretta collaborazione tra Regione e comunità locali nell’iter di istituzione del parco e prevede inoltre adeguati finanziamenti per la loro gestione. «Insomma, non capisco tanta preoccupazione, dal momento che il progetto di legge del Senato contiene soltanto un’indicazione e nessun provvedimento calato dall’alto», afferma Bertucco.

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