venerdì, Luglio 19, 2024
HomeManifestazioniAvvenimenti«La polveriera costa troppo»: secondo il sindaco non vale 400.000 euro
La Regione decide di prorogare i termini per l’acquisto dei beni della Difesa, ma ci sono dubbi sul prezzo

«La polveriera costa troppo»: secondo il sindaco non vale 400.000 euro

Rivoli Veronese – Lo Stato – ministero della Difesa – che tenta di speculare sulla vendita di immobili militari? Le risposte possibili sono due: sì, ha senso se dall’altra parte, a trattare, ci sono privati in cerca di investimenti economicamente vantaggiosi; no, non lo ha più, quando l’acquirente è un’amministrazione comunale interessata al bene per metterlo a disposizione della collettività (che è sempre un pezzo di Stato). A Rivoli Veronese, come anche a Sant’Anna d’Alfaedo, le trattative in corso da anni tra Giunta e governo – con la Regione che fa da filtro – non trovano soluzioni in grado di accontentare le parti: il ministero della Difesa cerca denari dalla dismissione di forti, polveriere, caserme, depositi per munizioni, mettendo in vendita a prezzi esorbitanti proprietà di fatto inutilizzabili; i Comuni, anche con il contributo di Venezia (un contentino più che un reale supporto), non riescono a disporre delle somme richieste, anzi, le ritengono eccessive, fuori mercato, gonfiate a dismisura, senza senso eccetera, eccetera. È per questo che la Giunta veneta – su pressante richiesta dell’amministrazione di Rivoli – ha deciso di prorogare al 31 dicembre il termine entro il quale i Comuni interessati dovranno presentare la rendicontazione comprovante l’acquisto dell’immobile, passaggio fondamentale per ottenere il finanziamento regionale. «E questa è certamente una chance importante», spiega il primo cittadino rivolese Armando Luchesa, «che ci permetterà per altri 10 mesi di lavorare e di trovare i fondi per comperare la polveriera. Venezia ci sostiene con 85 milioni a fronte di una spesa che al momento è di 775, un vero sproposito che cercheremo di portare a valori più accettabili». Luchesa non ha dubbi: «Se il ministero della Difesa non abbasserà il prezzo» dichiara deciso, «il Comune non potrà in alcuna maniera procedere all’acquisto, né, anche potesse, riterrebbe giusto sborsare tanto denaro. Il valore dell’immobile è di molto inferiore, esattamente la metà, 350 al massimo 400 milioni, non di più. Se Roma, da qui al 31 dicembre, non rivedesse le sue posizioni, rinunceremo alla polveriera e lasceremo posto ai privati, anche se dubito che l’operazione possa attrarli perchè è troppo costosa e perchè il bene è troppo vincolato per avviare qualsiasi tipo di speculazione». Un ragionamento che fila, ineccepibile anche quando Luchesa sostiene «che una cessione come questa, tra enti pubblici, non dovrebbe avere prezzo e il contratto dovrebbe venire risolto a fronte di una cifra simbolica, mica coi miliardi, visto che di sicuro un Comune non ci costruisce un villaggio o un campo da golf dentro una polveriera ma la utilizza nell’interesse della popolazione, senza scopo di lucro». «Esattamente, nel nostro forte noi ricaveremmo, per esempio, strutture per gli anziani», spiega il sindaco di Sant’Anna Renzo Antolini all’oscuro della proroga concessa dalla Regione, «ma di sicuro i 2 miliardi e mezzo che il ministero ci ha chiesto sono un’assurdità. Avevamo ormai rinunciato all’operazione ma adesso, con tutti questi mesi davanti, si può riprovare, anche se tutti quei soldi non li troveremo mai».

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