domenica, Luglio 21, 2024
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Coppie di fatto e amministrazioni locali. Le esperienze di Bardolino, Garda, Malcesine e Peschiera in materia di graduatorie. A far fede assieme ad altri requisiti basta il certificato di stato di famiglia

Le case popolari a chi convive

Polemiche a non finire nel panorama politico nazionale per la delibera del consiglio comunale di Padova, che permette alle coppie di fatto, sia etero che omosessuali, di ottenere il riconoscimento di famiglia anagrafica basata su vincoli affettivi. Una delibera che ha sviluppato una legge che esiste dal 1954 e che prevede che alle anagrafi dei comuni siano registrate anche le convivenze. Padova è andata oltre, inserendo il rilascio di un attestato in cui si certifica che esiste una coppia che convive. Non è una novità però, poiché anche moltissimi altri comuni italiani hanno già introdotto il riconoscimento con dei registri dove si iscrivono le convivenze, come del resto l’iscrizione anagrafica che esiste già in tutti i comuni italiani: si chiama certificato di stato di famiglia, sul quale vengono riportati i componenti del nucleo familiare, che può essere composto in svariati modi, tra cui anche da coppie non sposate.Questo vale per tutti i comuni, solo che alcuni considerano il certificato di stato di famiglia per riconoscere alcuni diritti legati alla convivenza, mentre altri comuni riconoscono i diritti attraverso il certificato matrimoniale. Ci si può stupire quindi di fronte a tanto clamore, tant’ è che moltissimi comuni vanno ben oltre il riconoscimento anagrafico, arrivano ad assegnare le case popolari alle coppie di fatto.È quello che è emerso andando a spulciare in qualche amministrazione a campione, come ad esempio Bardolino, Peschiera e Garda, dove sono stati tranquillamente assegnati alloggi a coppie conviventi, senza che la cosa abbia sollevato proteste.«A Bardolino», spiega il sindaco Pietro Meschi, «abbiamo voluto riconoscere situazioni di convivenza di fatto da almeno tre anni, nei criteri richiesti per partecipare alla graduatoria di assegnazione delle case convenzionate con il comune. Sulla questione però non vogliamo andare oltre, per quello ci vuole una legislazione nazionale o regionale, non possono essere i singoli comuni che di volta in volta si autoregolamentano, perché questo crea discriminazioni tra paesi». A Bardolino infatti, con il bando del 6 settembre 2005, sono in corso di costruzione 99 appartamenti, di cui il cinque per cento assegnati a coppie di fatto. I criteri per la formazione delle graduatorie stabiliscono che possono accedervi «nuclei familiari di cui fanno parte anche i conviventi, con convivenza stabile da almeno tre anni, attestata da certificato anagrafico di stato di famiglia». Principio che vale anche per l’erogazione di contributi o servizi assistenziali.Sulla stessa linea anche Peschiera, il sindaco Umberto Chincarini infatti spiega: «Nel nostro comune ci sono 180 appartamenti tra case Ater, (l’ente pubblico regionale che gestisce le ex case popolari) e alloggi comunali, per le quali non abbiamo mai posto la condizione di essere sposati per l’assegnazione. Vi possono accedere tutti: singoli, divorziati, coppie di fatto, la questione di essere sposati o meno non centra niente con i diritti acquisiti, la condizione che viene richiesta è la dichiarazione di quando si aggiunge una persona nell’appartamento affittato. Poiché la legge regionale dice che per ogni persona che si aggiunge ci vogliono dei metri quadrati a disposizione per il ricongiungimento familiare e poiché l’affitto si paga in base al reddito, viene richiesta la comunicazione per calcolare il cumulo di reddito. Poi non è che si vada a chiedere se sono sposati o meno. Abbiamo da poco deliberato una variante importante per l’edilizia convenzionata, ora al vaglio della Regione; se ci verrà approvata, quando ritorna stabiliremo anche i criteri per l’assegnazione».La stessa variante l’ha fatta anche Malcesine, anch’essa in attesa di approvazione dalla Regione. Il sindaco Giuseppe Lombardi precisa: «Non abbiamo affrontato la questione delle assegnazioni, quando sarà il momento penso faremo riferimento ai bandi già emessi in materia dal comune di Torri e Bardolino». Il criterio di assegnazione non cambia neanche a Garda, come spiega il sindaco Davide Bendinelli: «Abbiamo quasi ultimato (siamo alla soletta) 41 alloggi di edilizia convenzionata e 12 di edilizia sovvenzionata. I criteri di assegnazione li abbiamo estrapolati dalla legge regionale sull’edilizia convenzionata. È stata spedita una lettera a tutti i residenti e tra quelli che hanno partecipato ci sono anche le coppie di conviventi. Nessuno ha chiesto il criterio che siano sposati e lo ritengo giusto».

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