Chiude questo fine settimana «Di certe stagioni»: personale di Lillina Cavaggioni, pittrice veneziana ma veronese d’adozione. L’antologica, organizzata e patrocinata dal Comune, propone quasi cento opere dell’artista diplomatasi nella sua città natale al Corso superiore di Industrial Design. Una formazione che ha in qualche modo segnato tutto il percorso creativo della Cavaggioni iniziato con la creazione e realizzazione di tessuti unici per l’arredamento e la tecnica della stampa a mano.E proprio il tessuto, diverso per ognuna delle stagioni della vita, e la pittura su tessuto rimangono come filo conduttore delle sue opere: una produzione sicuramente valorizzata dal curato allestimento sotto le volte della Sala Radetzky di Peschiera (orario: venerdì 16-19, sabato e domenica 11-12.30/15-19).Ecco allora l’occasione per conoscere gli “Arazzi” degli anni Ottanta, stampe su tessuto non di serie, che sono quasi una sorta di impronta fondamentale del suo lavoro: per l’uso dei materiali, la tecnica del ritaglio per scomporre e ricomporre geometrie sinuose regalando loro un inaspettato movimento. Ci sono poi i «Muri», con l’idea del ritaglio che si sposta su superfici documentate come se fossero state trovate già fatte, e le «Ombre»: materiali tessili e sintetici che interagiscono con la luce.E ancora le «Stele», i «Frammenti di sediment», recuperati dal tavolo di lavoro della pittrice.
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In dirittura d'arrivo la mostra dell'artista veneziana
Le stagionidi Cavaggioniin mostrasugli arazzi
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