domenica, Giugno 16, 2024
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Il centenario dell’aviazione viene ricordato con una mostra fotografica allestita all’aeroporto «D’Annunzio». Nel 1909 il Circuito aereo internazionale fu seguito anche da Kafka

Montichiari vola nella storia

Cento anni fa, il 17 dicembre 1903, i fratelli Orville e Wilbur Wright con un biplano Flyer effettuarono il primo volo della storia. Sulle dune statunitensi di Kill Devil Hills, in North Carolina, iniziò l’era dell’aviazione moderna. Tra i pioneri dell storia del volo c’è Montichiari dove, il 9 settembre 1909, si tenne il primo Circuito aereo internazionale. Per celebrare il centenario dell’impresa dei fratelli Wright, nella sala d’imbarchi dell’aeroporto «Gabriele d’Annunzio» è stata inaugurata una mostra fotografica dal titolo «D’Annunzio e la promozione del volo», con immagini inedite provenienti dall’archivio della Camera di Commercio di Brescia e dal Vittoriale di Gardone Riviera. La rassegna resterà aperta fino fino al 28 febbraio ed è curata dall’associazione culturale «Montfort» di Chiari. Gli organizzatori spiegano che «l’obiettivo è omaggiare la prospettiva aerea che il Poeta ha desiderato toccare, una prospettiva che l’avrebbe portato a Vienna a “bombardare” gli austriaci di volantini inneggianti una nuova visione dell’Europa». Un dono di grande valore culturale, lodato dall’avvocato Fulvio Cavalleri, presidente dell’aeroporto «Catullo» di Villafranca (che possiede l’85 per cento del «D’Annunzio») che ha dichiarato come «in realtà un’aerostazione è come una porta che si apre verso il mondo. È come l’arte che non ha orizzonti e come tale si adatta benissimo a ogni forma di produzione della fantasia dell’uomo». Fantasia, arte ma anche imprenditoria, che proprio domani porterà all’aeroporto bresciano i nuovi collegamenti settimanali con Roma-Ciampino e Leopoli, in Ucraina. Come detto, Montichiari ha un posto di riguardo nella storia dell’aviazione civile. Una storia che si puà riscoprire anche attraverso i giornali dell’epoca: «… E la brughiera di Montichiari che per molto tempo ha offerto solo pochi frutti della sua terra, ora offre a tutto il mondo uno spettacolo unico…», scrisse La Provincia di Brescia il 9 settembre 1909, la data d’inizio del del primo Circuito aereo internazionale, che gli organizzatori stavano preparando da mesi con grande cura in quella vasta «pianura sassosa», ma non più deserta, e che già nel 1905 e 1907 era stata scelta per le prime importanti competizioni automobilistiche. L’evento fu osteggiato da una violenta tromba d’aria che a fine agosto distrusse tutto: il palco, le casette, gli hangar. Perfino la data d’inizio venne funestata dalla notizia proveniente dalla Francia, cioè la morte in un incidente aereo il pilota Lefebre, uno tra i primi «temerari su quelle macchine volanti». Ma nulla fermò quella gara, vinta da Glenn Curtiss davanti a Mario Calderara, con cui volò anche il vate, Gabriele D’Annunzio. Una gara seguita per una settimana da migliaia di persone, dal fior fiore del giornalismo europeo, da dignitari di corte, principi e autorità. L’impianto, costato tanti mesi di sudore, dopo la manifestazione venne smantellato in pochi giorni e “Il Cittadino” di Brescia si interrogò così: «…Sulla strada q uasi deserta s’incontrano di tratto in tratto carri che trasportano via i resti dell’aerodromo. Vedremo risorgere la piccola città di legno, rivedremo la via battuta dalle automobili ricorrentisi rumorosamente in file interminabili?…». La risposta è arrivata molti anni, esattamente il 15 marzo 1999, con l’inaugurazione dell’aeroporto dedicato a D’Annunzio. E due due storici monteclarensi, Virgilio Tisi e Fernanda Bottarelli per l’occasione scrissero un articolo, pubblicato nel libro «Aeroporti del Garda» (Bams edizioni), dal titolo «1909: a Montichiari il primo circuito aereo». Quei giorni del 1909 sono stati ricordati con grande criterio scentifico anche da una classe di studenti della Quarta Ragioneria di Montichiari, nel 1979, a settant’anni dal circuito con il libro dal titolo «La nascita dell’aviazione italiana» (Zanetti editore), con la premessa di un monteclarense illustre, il senatore Mario Pedini, scomparso 5 mesi fa. Un’altra pubblicazione «Montichiari Novecento» (Bams edizioni) è stata presentata nei giorni scorsi, alla vigilia dell’anniversaio dell’impresa dei fratelli Wright ma anche «di una nuova rinascita per la cultura, l’economia e la politica monteclarense», come ha sottolineato lo storico Marcello Zane. Il quale scrive, a proposito del 1909, che «…i pionieri del volo, i Bleriot, i Curtiss, i Faccioli, i Cobianchi, realizzavano nell’immensa pianura monteclarense il sogno di Icaro e del genio di Leonardo, esaltati dalla penna di D’Annunzio e del giovane corrispondente Franz Kafka, i quali, presenti alle gare, univano la loro voce a quella di altri nomi della cultura europea per celebrare quelle prime manifestazioni del volo. E Calderara, che sarà il primo italiano a ottenere il brevetto di pilota sul campo di Montichiari, guadagnava la Coppa del Re volando per 60 chilometri».

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