lunedì, Luglio 22, 2024
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Cantiere subito per realizzare una struttura avveniristica vicino al rifugio e il Comune cerca altri finanziatori. Venezia ha concesso 68mila euro per costruire l’osservatorio astronomico

Novezzina potrà vedere le stelle

Le stelle più nitide e chiare del Veneto si potranno vedere osservando i cieli del Baldo. Lo ha confermato la Regione comunicando all’amministrazione di Ferrara di Monte Baldo il contributo per la costruzione dell’osservatorio astronomico di Novezzina. Sarà una struttura “galattica”, con tanto di cupole, tetti apribili, computer comandabili a distanza, mega-telescopi, aperta a pubblico e scuole. Il progetto presentato dal Comune, che prevede una spesa finale di quasi mezzo miliardo di vecchie lire, si è classificato primo tra oltre 20 richiedenti. Riceverà quindi un finanziamento di 68.171,00 euro. È vero che amministratori ed astrofili locali speravano in una cifra superiore, ma la soddisfazione di essere comunque stati classificati come il punto migliore per guardare le stelle non è certo da buttar via. In qualche maniera il resto dei soldi si troverà e ci sono comunque le basi per costruire, entro l’anno, le mura e acquistare una parte degli strumenti. La relazione vincente, redatta da Comune e Circolo astrofili veronesi, spiega i motivi per cui Novezzina è l’ambiente migliore per osservare i corpi celesti, descrive la struttura dei futuri due locali di osservazione, chiarisce la scelta della strumentazione ottica, spiega l’importanza della «remotizzazione», cioè la necessità della connessione a distanza, e i motivi per cui le apparecchiature saranno automatizzate. Il progetto prevede anche che, a garantire il funzionamento della struttura, siano astrofili esperti e il circolo di Verona ha già dato la disponibilità gratuita di oltre dieci operatori professionisti in cambio della possibilità di fare ricerca. Novezzina è la postazione perfetta perché è «accessibile per tutto l’anno, vanta un numero di notti serene che permettono un’adeguata visibilità degli astri; sono assenti rilievi, costruzioni, vegetazione, elementi che potrebbero determinare limitazione della visuale»; è abbastanza lontana da centri abitati che provocano inquinamento luminoso e lo rimarrà in quanto «area della Comunità Montana del Baldo, garanzia di mantenimento in avvenire delle condizioni esistenti». È poi accanto al rifugio Novezzina, dove una sala riunione è utilizzabile da gruppi anche di 30 persone, «particolare importante visto che, tra i requisiti previsti dal concorso regionale, sta la diffusione di attività didattiche ed educative a carattere astronomico», spiega Gelodi, segretario del Circolo Astrofili Veronesi. Il futuro osservatorio è anche nelle vicinanze del Garda, che esercita un forte richiamo turistico. E nel Veronese manca una struttura analoga. Il progetto prevede due locali di osservazione, di cui almeno uno sovrastato da una cupola controllabile a distanza. La cupola è «irrinunciabile perché abbatte vento ed eventuali luci, riduce l’effetto condensa, protegge gli strumenti dagli agenti atmosferici, è capiente, comoda ed esercita forte appeal su turisti e studenti». Anche l’altro locale è futuristico: «Ha tetto apribile che si sposta lateralmente a seconda dei comandi», spiega Gelodi. «Nei due locali saranno sistemati due telescopi di media apertura per ricerca e divulgazione. Per quello situato nella cupola è prevista una larga automazione delle operazioni: apertura, chiusura e rotazione della cupola, controllo del puntamento, dell’esposizione, degli accessori e dell’acquisizione dei dati per il telescopio, monitoraggio dell’ambiente e dispositivi di sicurezza». Tutto sarà gestibile da remoto, cioè a distanza, e pilotabile via Internet. In futuro tale struttura si potrà inserire nella già esistente rete mondiale di osservatori. Facile capire i motivi degli elevatissimi costi: «Il preventivo del progetto è di 257mila euro, di cui oltre metà ammessi a contributo. Entro l’anno, con il finanziamento ottenuto grazie all’interessamento del consigliere regionale Flavio Tosi, completeremo la struttura muraria interna ed esterna e acquisteremo parte della strumentazione», spiega Guerrino Coltri, sindaco. «Poi chiederemo alla Regione un altro finanziamento per terminare l’opera, come previsto dal progetto già approvato».

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