domenica, Giugno 23, 2024
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Il D’Annunzio aprirà le porte d’Italia ai bambini di Chernobyl: a partire dal 20 marzo.

Nuove prospettive per l’aereoporto di Montichiari

Il D’Annunzio aprirà le porte d’Italia ai bambini di Chernobyl: a partire dal 20 marzo e per tutto il periodo primaverile ed estivo un centinaio di voli con cadenza media di due alla settimana collegherà lo scalo di Montichiari con la cittadina di Minsk in Bielorussia. L’aeroporto di Montichiari diventa così la porta di questi viaggi della speranza e della solidarietà, che vedono un filo sempre più forte legare la zona martoriata dall’incidente avvenuto nella centrale atomica al territorio bresciano ed a tutta l’Italia settentrionale in genere (Brescia in quest’azione umanitaria è infatti capofila di una vasta zona che si allarga a molte regioni). Per la verità l’arrivo di questi velivoli – la società aerea che ha sottoscritto l’accordo con la Catullo è la Compagnia russa Belavia – non è una novità in assoluto per lo scalo di Montichiari: collegamenti con la Bielorussia per trasportare i bambini di Chernobyl sono stati effettuati anche lo scorso anno, ma a quel tempo il D’Annunzio faceva le funzioni del Catullo, chiuso per il rifacimento della pista. I voli di collegamento di quest’anno sono invece un ampliamento effettivo dell’attività dell’aeroporto bresciano. Sempre a marzo – presumibilmente verso la fine del mese – dovrebbero iniziare effettivamente anche i voli per Satu Mare, la località della Romania per la quale nutrono interesse parecchi imprenditori bresciani. Alla Fly Day, il tour operator di Bussolengo che gestirà il collegamento tra Montichiari e la Romania, non si sbilanciano, sostenendo che gli accordi non sono ancora conclusi, ma pare assodato che venga posto in orario almeno un volo settimanale. Circa il vettore usato le indicazioni sono contrastanti: dopo che in un primo momento si era parlato della Compagnia rumena Grivco Air, ora sembra che le trattative si siano strette con una Compagnia italiana (tra le candidate più accreditate è la società pugliese Federico II). Passo dopo passo l’aeroporto bresciano sta dunque crescendo: «Stiamo gradualmente confermando – afferma Guido Galperti, il consigliere bresciano della società Catullo – i programmi previsti: una crescita lenta, ma continua, che testimonia la bontà dell’investimento. Le difficoltà di avviamento, dopo il periodo eccezionale della supplenza all’aeroporto di Villafranca, erano peraltro anch’esse previste nel conto. Siamo fiduciosi di proseguire, sia pure con la necessaria gradualità». Il D’Annunzio intanto chiude febbraio (e con questo il primo anno di attività) con un’affluenza record per lo scalo bresciano: quasi 6300 transiti contro i 6.088 di gennaio. Domenica lo scalo era particolarmente affollato: oltre ai 462 passeggeri in partenza per Londra e Manchester ed i 332 arrivati dalle stesse località (106 da Manchester, gli altri da Londra) un’affluenza elevata anche sui voli da e per Roma. Sempre a marzo dovrebbe essere pronto il progetto per la costituzione di una società di gestione specifica, con cessione del ramo d’azienda bresciana ed aumento del capitale.

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