domenica, Giugno 23, 2024
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Ambientalisti e minoranze contrari. «No al centro turistico sulle sponde del Mincio»

Sale la protesta a Salionze

Sarà osteggiato con tutti i mezzi legali il progetto urbanistico che interessa la zona del fiume Mincio in località Salionze, frazione di Valeggio. Legambiente, Wwf, Archeoclub, consiglieri comunali di minoranza e cittadini della frazione sono sul piede di guerra, pronti ad impedire ad ogni costo l’attuazione del progetto cittadella del turismo, definito di devastazione urbanistica. La proposta alternativa presentata è quella di trasformare la zona attualmente degradata in Parco Regionale ad uso pubblico.L’idea di fondo riflette l’intento di prolungare il parco regionale lombardo del Mincio e il parco provinciale mantovano vicini alla zona in questione e siti sulla medesima sponda del fiume. L’azione di ostruzione posta in atto dai gruppi citati ha sortito l’effetto di bloccare il progetto urbanistico.L’area interessata all’intervento è di circa 20 mila metri cubi; si tratta di una zona fatiscente occupata dagli edifici in disuso della ditta Icomec e attualmente di proprietà della Immobiliare Mincio Verde. A scatenare le proteste di molti è il timore che l’urbanizzazione, prevista per un’area di per sé già molto estesa, possa espandersi e coinvolgere una ulteriore consistente fetta del corso del Mincio fino a Peschiera del Garda.«Bisogna valutare con cognizione di causa l’impatto ambiantale» chiosa Pietro Bedulli, consigliere di minoranza dell’Ulivo e promotore delle iniziative avverse al centro turistico «Come si evince dal piano regolatore del 1997, per la riqualificazione dell’area bastano interventi di portata minore».In vista dei prossimi consigli comunali, nei quali si discuterà la questione, è partita la campagna di raccolta di firme per annullare il progetto ma, come insiste Bedulli, «quello che conta non sono le firme, ma una seria valutazione della realtà delle cose». Ecco perché è stata inoltrata richiesta di patrocionio da parte della direzione generale ambiente della Commissione Europea al fine di salvaguardare il futuro del fiume Mincio. Non manca una precisa documentazione inoltrata a diverse sedi istituzionali per sensibilizzare l’opinione pubblica e sollecitare un intervento. L’intangibilità di questa zona verde è una questione di principio.

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