Il complesso monumentale di San Martino della Battaglia, frazione di Desenzano del Garda, costituisce il memoriale cardine del Risorgimento italiano e del processo unitario nazionale, sorto sui colli teatro del sanguinoso scontro del 24 giugno 1859. Dominata dalla maestosa torre ottocentesca alta sessantaquattro metri, l’area monumentale unisce la funzione del ricordo storico alla custodia delle spoglie dei caduti, attirando studiosi e delegazioni internazionali.
Curato e valorizzato dalla storica Società Solferino e San Martino, il sito integra percorsi museali, la rampa affrescata della torre, il parco e l’ossario, rappresentando uno dei massimi luoghi di memoria civica dell’Italia settentrionale.
Lo scontro del 24 giugno 1859 e la nascita della Croce Rossa
La battaglia di San Martino e Solferino, combattuta il 24 giugno 1859 nel quadro della Seconda Guerra d’Indipendenza, vide contrapposti l’esercito franco-piemontese e l’armata imperiale austriaca. Mentre a Solferino i francesi guidati da Napoleone III affrontavano le divisioni dell’imperatore Francesco Giuseppe, sulle colline di San Martino l’armata sardo-piemontese al comando di re Vittorio Emanuele II sostenne durissimi scontri frontali contro le truppe dell’VIII Corpo d’Armata austriaco del feldmaresciallo Ludwig von Benedek.
Gli assalti ripetuti alla baionetta tra le vigne e le cascine del colle si protrassero per oltre dodici ore sotto un temporale estivo, fino al ripiegamento delle truppe asburgiche verso Verona e la linea dell’Adige.
La gravità del bilancio umano — oltre 40.000 tra morti, feriti e dispersi sull’intero fronte di battaglia — colpì profondamente il cittadino svizzero Henry Dunant, giunto a Castiglione delle Stiviere all’indomani dello scontro. L’orrore per la mancanza di soccorsi organizzati ispirò a Dunant il libro Un ricordo di Solferino e pose le basi per la fondazione della Croce Rossa Internazionale e per la prima Convenzione di Ginevra del 1864.
La Società di San Martino e Solferino (1870)
All’indomani della battaglia, le migliaia di salme vennero sepolte frettolosamente sul campo in fosse comuni provvisorie, esposte all’incuria e alle intemperie.
Nel 1870, per porre rimedio a questa situazione e dare degna sepoltura a tutti i combattenti senza distinzione di nazionalità, il senatore e patriota valtellinese Luigi Torelli promosse la costituzione della Società di Solferino e San Martino. Eretta in Ente Morale con Regio Decreto, la Società si pose il compito di:
- Raccogliere fondi pubblici e privati per l’esumazione e la sistemazione decorosa dei resti mortali.
- Edificare sacrari e monumenti celebrativi a perenne ricordo dei caduti.
- Raccogliere cimeli, armi e documenti storici per allestire sezioni museali aperte alle future generazioni.
La Società gestisce ininterrottamente da oltre un secolo e mezzo sia il polo monumentale di San Martino sia quello della Rocca e dell’Ossario di Solferino.
La Torre Monumentale: 64 metri sul colle morenico
Eretta tra il 1880 e il 1893 su progetto di Giacomo Frizzoni, con le varianti degli ingegneri Antonio Monterumici e Antonio Cavalieri e inaugurata solennemente il 15 ottobre 1893 alla presenza di re Umberto I e della regina Margherita, la Torre di San Martino domina la pianura e il basso lago di Garda:
- Struttura a pianta circolare alta 64 metri, realizzata in pietra grigia di Mazzano e corsi di mattoni.
- La base ospita la sala d’onore con la statua bronzea di Vittorio Emanuele II, opera dello scultore Antonio Dal Zotto.
- La salita alla terrazza sommitale avviene lungo una dolce rampa elicoidale interna: le pareti sono interamente decorate da grandi dipinti a fresco eseguiti da illustri maestri dell’epoca (Giuseppe Vizzotto Alberti, Vittorio Emanuele Bressanin, Vincenzo De Stefani e Raffaele Pontremoli), che illustrano le tappe fondamentali dell’epopea risorgimentale dal 1848 alla presa di Roma del 1870.
- Dalla terrazza panoramica superiore si gode una visuale strategica a trecentosessanta gradi che spazia dalla penisola di Sirmione ai monti del Baldo fino agli Appennini tosco-emiliani.
L’Ossario e il Museo del Risorgimento
A poche centinaia di metri dalla torre, immerso nel parco alberato, sorge l’Ossario di San Martino, consacrato il 24 giugno 1870:
- La cappella absidata accoglie compostamente i resti scheletrici di 2.619 caduti (1.273 italiani e 1.346 austriaci), pietosamente ricomposti in un unico sepolcro a testimonianza della riconciliazione e del rispetto dovuto a ogni combattente.
Accanto alla torre ha sede il Museo Storico del Risorgimento, articolato in sale espositive che illustrano le fasi della battaglia e la vita militare dell’Ottocento:
- Armi da fuoco e bianche (fucili ad avancarica, sciabole da cavalleria, baionette).
- Uniformi originali dei reggimenti dei Granatieri di Sardegna, dei Bersaglieri, della Fanteria di linea sarda e delle truppe asburgiche.
- Cannoni da campagna, tamburi di reggimento, diari autografi, mappe strategiche e medaglie al valore.
Riferimenti istituzionali e sede
Il polo memoriale ha sede a Desenzano del Garda nella frazione di San Martino della Battaglia, in Via Torre 2:
- Portale ufficiale: Società Solferino e San Martino.
- Modalità di visita e biglietto unico: la Società propone formule di biglietto combinato che consentono l’accesso alla Torre e al Museo di San Martino e al Complesso Monumentale della Rocca e dell’Ossario di Solferino.
- Coordinamento territoriale: il sito collabora regolarmente con il Comune di Desenzano del Garda, con la Croce Rossa Italiana e con le associazioni d’arma e combattentistiche nazionali.


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