sabato, Luglio 13, 2024
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Franzini, responsabile dell’Arpav per i controlli: «La nuova normativa che entrerà in vigore permetterà di cercare le cause di inquinamento»

Stagione balneare al viacon una spiaggia chiusa

E’ scattata la stagione balneare 2008 che, sulla Riviera degli Olivi, vanta quasi tutte le spiagge aperte ai bagnanti. Meno una: è chiuso il lido «riva Palafitte» tra Cisano e Bardolino per superamento di coliformi fecali. Intanto, sempre in questo Comune, un altro dei 65 punti di campionamento resta sotto controllo per lievi superamenti dello stesso parametro, osservati il mese scorso anche in altre 4 spiagge. Per «Riva Palafitte» il sindaco ha già emesso l’ordinanza di divieto di balneazione.Lo comunica Giorgio Franzini, responsabile dell’Ufficio Lago di Garda del dipartimento di Verona dell’Agenzia regionale di prevenzione e protezione ambientale del Veneto (Arpav) che si occupa del controllo della qualità delle acque lavorando sulla base del Dpr 470/82, che prevede un periodo di campionamento dall’1 aprile al 30 settembre, per un minimo di 12 indagini «routinarie» in 6 mesi.«Il nuovo decreto sulla balneazione, ancora in bozza, in attuazione della nuova direttiva europea e molto meno restrittivo del nostro, sarebbe dovuto scattare il 15 marzo», premette. «Ma il governo non ha fatto in tempo ad approvarlo per cui stiamo ancora seguendo il vecchio dpr, basandoci sugli abituali indici di inquinamento». Quello chimico (acidità, ossigeno disciolto, fenoli); fisico (trasparenza, colorazione) e microbiologici cioè coliformi totali e fecali, i più significativi, e poi streptococchi fecali, salmonella ed enterovirus, questi ultimi due a facoltà del biologo responsabile.Commenta: «Le indagini routinarie di aprile si sono concluse. Finora solo una spiaggia è risultata temporaneamente non idonea sulla base degli esiti delle analisi suppletive (con una routinaria sfavorevole seguite da 2 successive suppletive su 5 sfavorevoli il punto chiude ndr) svolte nella prima quindicina di maggio. Attendiamo l’ultimo esito che, se sarà sfavorevole, ci indurrà a far chiudere la spiaggia».Le altre eccedenze nelle routinarie erano state rilevate il 2 aprile a Lazise, nel punto 281 «Taoli» e, il 3 aprile a Bardolino al 280 «Cisano Sud», dove il superamento di «Riva Palafitte» era emerso il 5 aprile come quello al 386 «Foce torrente San Severo».A Malcesine, al 247 «Prera Nord -Porto di Casson» , era stato invece registrato un eccesso di streptococchi: «Dato non significativo», spiega Franzini. “Gli streptococchi sono batteri di origine anche ambientale. Con la nuova normativa, che introduce indici mirati al rinvenimento di scarichi di origine fecale che possono causare problemi specifici alla balneazione, non se ne terrà più conto».Intanto è iniziato anche il secondo ciclo di «routinarie» di maggio. Finora, sempre a Bardolino, c’è stato un altro superamento, sempre di coliformi fecali, al 278 «Lungolago Cipriani». Franzini fa notare che si tratta di valori sempre «non preoccupanti», tra i 110 e 160 unità formanti colonia per 100 millilitri con un valore limite massimo pari a 100. «A Riva Palafitte sono stati purtroppo riconfermati i 108». Per la nuova normativa non sarebbero più cifre nel mirino. La bozza del nuovo decreto legislativo, adeguandosi all’Europa, ha infatti alzato di parecchio i limiti massimi.Sullo stato generale del Garda, Franzini chiude: «Come dimostrano anche queste prime indagini nonostante un esito negativo, negli ultimi anni si nota una diminuzione dei superamenti dei limiti previsti per i parametri microbiologici (indicatori di contaminazione fecale) mentre i livelli di fosforo totale sono stabili. I lavori fatti dall’Ags al collettore, che ha realizzato il by pass che evita scarichi a lago, sono probabilmente serviti ad evitare aumenti. Tuttavia», precisa, «la stabilizzazione induce a pensare che ci sono ancora scarichi antropici a lago, come rivelano i monitoroggi che svolgiamo su 7 affluenti i quali dimostrano l’elevata probabilità di scarichi non collettati in questi tributari. Va poi tenuto presente che, per il Garda, i tempi di ricambio teorico delle acque sono di 27 anni».E ancora: «La nuova normativa, fortunatamente, introduce non solo diversi indici e parametri, ma pure il nuovo concetto di salvaguardia ambientale che prevede di estendere le indagini alle cause per andare a rimuoverle. E’ la direzione giusta, su cui il nostro lavoro si è già impostato. In futuro, avendo meno campionamenti, ci sarà più tempo per svolgere a pieno questa funzione».

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