lunedì, Luglio 22, 2024
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Sulle rotte del lino: una ricerca storica apre nuovi orizzonti

Toscolano: lo studio di Oreste Cagno

«Il lino nell’alto Garda bresciano» è il titolo della recente pubblicazione di Oreste Cagno, bancario in pensione con l’hobby della ricerca storica. In appendice, Cagno propone altri due temi: le beccacce della Valvestino e il viaggio di una cartolina. La storia principale, quella riferita al lino, si sviluppa sul Garda Occidentale, all’epoca in cui l’area apparteneva alla Serenissima, la Repubblica di Venezia. L’anno è il 1793, vale a dire una manciata di anni prima che la Repubblica Veneta venisse cancellata con la pace. «In questa sede intendiamo riportare alla memoria – spiega l’autore – l’enorme importanza che il lino ebbe nella nostra riviera ed in modo particolare nel salodiano. In secondo luogo intendiamo dimostrare, con l’avallo di una inedita documentazione, che non solo nel capoluogo ma anche a Toscolano era attiva la lavorazione artigianale del lino, nonché l’attività mercantile ad essa connessa». A sostenere quest’ultima tesi viene portata una lettera spedita da Toscolano ed indirizzata a Rovereto, nel Principato Vescovile di Trento, «uno scritto di natura commerciale, zeppo di abbreviazioni e termini tecnici» in cui ad apparire chiari sono il mittente (gli eredi Gio. Avanzini) ed il destinatario (Giuseppe Tambosi, di Rovereto). Quest’ultimo era «titolare di una grossa impresa che operò nel settore tessile per due secoli e che aveva filiali in tutta Europa». La ricerca prosegue, con illustrazione del percorso della merce, del suo pagamento fino a quando «giunta felicemente in porto la lettera, il lino ed i denari, protagonisti della nostra avventura» si conclude anche la ricerca.

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