martedì, Aprile 16, 2024
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Veneto Strade ha annunciato in Provincia che ci sono i soldi per fare il primo tratto verso Brescia. Una settimana e la conferenza di servizi potrebbe far partire il cantiere

Variante, conto alla rovescia

La conferenza di servizi di giovedì 8 febbraio potrebbe dare il via all’iter per l’assegnazione degli appalti del primo stralcio di variante alla ex statale, ora strada regionale 11: ovvero il tratto denominato «completamento della tangenziale di Peschiera» che raccorda località Rovizza, al confine con la provincia di Brescia, con l’area del casello autostradale arilicense.L’annuncio dell’ormai prossima conferenza è stato dato in commissione provinciale, ieri pomeriggio ai Palazzi Scaligeri di Verona, dal presidente di Veneto Strade, Gastone Vinerbini.«Si tratta di realizzare circa sei chilometri di strada; la spesa prevista é di 25 milioni di euro, di cui 20 sono già finanziati: 18 milioni e 700mila erano inclusi nel vecchio piano triennale dell’ente e altri due milioni di euro sono stati assegnati con il nuovo triennale, attualmente all’esame della Regione». «Per la differenza», precisa Vinerbini, «ci serviremo di vecchi fondi accantonati rimasti sinora inutilizzati. E ci auguriamo di poter beneficiare anche di eventuali ribassi in corso d’opera: risparmiare il 10 per cento del costo previsto vorrebbe già dire evitare di spendere oltre due milioni di euro». Una volta ultimato, il pirmo stralcio di variante si raccorderà con il secondo recentemente inaugurato, ovvero quello che congiunge il casello autostradale di Peschiera con il futuro casello di Castelnuovo del Garda. Le due tratte daranno un importante contributo alla risoluzione del problema della viabilità nell’area del basso lago, il cui nuovo punto critico risulta essere il centro abitato di Castelnuovo. Almeno sino a quando non si inizierà a lavorare al proseguimento della variante dal casello castelnuovese sino a Verona nord.«È importante pensare ad aggirare il centro storico di Castelnuovo, che credo sia l’unico ad essere tagliato in due dalla direttrice Verona Brescia», ha detto il consigliere provinciale Fausto Sacchetto. «Oltre tutto la stessa amministrazione comunale si è detta disponibile a valutare forme di partecipazione all’intervento, pur di risolvere la situazione: lasciare la variante ferma all’area del nuovo casello di Castelnuovo del Garda significa aver semplicemente spostato di qualche chilometro i problemi di traffico che prima soffocavano l’abitato di Cavalcaselle».A tale proposito Luca Sebastiano, assessore provinciale alla progettazione viabilistica, ha annunicato un tavolo di confronto tra i sindaci della zona e il presidente di Società Autostrade, Aleardo Merlin. Tra i nodi che si dovranno sciogliere resta prioritario quello dei finanziamenti per la realizzazione delle nuove infrastrutture. Tra le proposte quella del pedaggio delle future tangenziali o anche il riutilizzo di fondi destinati altrove.«Se, come pare, l’A22 non realizzerà più l’ipotizzato casello di Pastrengo, si potrebbero usare i 15 milioni di euro previsti per la viabilità dell’area gardesana», ha avanzato il consigliere Vincenzo D’Arienzo, «il che significa anche pensare a una direttrice che dal casello di Castelnuovo vada verso nord, con raccordi a pettine per le diverse località del lago».

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