La società agricola offre lavoro anche a persone in difficoltà

Agri Coop, il lavoro è di qualità. Un riconoscimento dagli Usa

10/04/2002 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Gargnano

Grossa sod­dis­fazione per Oliviero Capuc­ci­ni, uno dei soci com­po­nen­ti la Coop­er­a­ti­va agri­co­la Agri Coop Alto Gar­da Verde, che ha sede a Bogli­a­co e si occu­pa prin­ci­pal­mente di pro­duzione e ven­di­ta di olivi di qual­ità garde­sana. La Coop­er­a­ti­va (che con­ta oltre ven­ti soci ed ha alle sue spalle un quar­to di sec­o­lo di oper­a­tiv­ità) svolge altri generi di inter­ven­to e vede nelle sue file anche sogget­ti in dif­fi­coltà, cui viene garan­ti­ta un’oc­cu­pazione. A Capuc­ci­ni è di recente per­venu­ta una cer­ti­fi­cazione di «Euro­pean Tree­work­er» in base alla pro­ce­du­ra d’e­same pre­vista dal­l’Isa (la Soci­età inter­nazionale di arbori­coltura) che ha sede negli Sta­ti Uni­ti. Per Capuc­ci­ni si trat­ta, in sostan­za, di una pro­mozione, con l’at­tes­ta­to di esper­to arbori­col­ture. Un suc­ces­so che ha por­ta­to ottimis­mo nel­la sede del­la Coop­er­a­ti­va: «Nat­u­ral­mente, questo tra­guar­do cos­ti­tu­isce moti­vo di sod­dis­fazione per il suo sig­ni­fi­ca­to di incre­men­to del liv­el­lo pro­fes­sion­ale del­la nos­tra coop­er­a­ti­va» com­men­tano alla sede del­l’A­gri Coop. Ma in che cosa con­siste il riconosci­men­to? La Soci­età di arbori­coltura cos­ti­tu­isce la più grande asso­ci­azione pro­fes­sion­ale tra quan­ti si occu­pano di questo speci­fi­co set­tore. Nel mon­do con­ta 11.000 soci, men­tre la sezione ital­iana — piut­tosto gio­vane, essendo sta­ta cos­ti­tui­ta solo nel 1994 — ha reg­is­tra­to, quat­tro anni dopo, 170 soci. In Europa, la sezione ital­iana occu­pa il sec­on­do pos­to, subito dopo quel­la com­pos­ta da Inghilter­ra-Irlan­da. Tra gli arbori­col­turi cer­ti­fi­cati sono di recen­ti entrati anche due garde­sani: il gargnanese Capuc­ci­ni e Giulio Sar­tori di Toscolano Mader­no. Il cli­ma di grande sod­dis­fazione che si res­pi­ra nel­la sede del­la Coop­er­a­ti­va a Bogli­a­co è moti­va­to dal sig­ni­fi­ca­to che il suc­ces­so di Oliviero Capuc­ci­ni riveste in questo speci­fi­co set­tore e che viene descrit­to in questi ter­mi­ni: «La Soci­età inter­nazionale di arbori­coltura detiene l’u­ni­co pro­gram­ma di cer­ti­fi­cazione inter­nazionale per arbori­coltori, un pro­gram­ma di cer­ti­fi­cazione volon­taria svilup­pa­to per aiutare i con­suma­tori ad effet­tuare una scelta con­sapev­ole quan­do neces­si­tano di servizi nel cam­po del­l’ar­bori­coltura. L’As­so­ci­azione esam­i­na cioè la capac­ità indi­vid­uale a svol­gere il lavoro di arbori­coltore. Di fat­to viene rilas­ci­a­to un patenti­no pro­fes­sion­ale al sin­go­lo indi­vid­uo». Ma il suc­ces­so ottenu­to non bas­ta, infat­ti l’ar­bori­coltore che ha rice­vu­to il cer­ti­fi­ca­to deve dimostrare ogni tre anni di con­tin­uare a svol­gere l’at­tiv­ità e di essere aggiornato.