Domani si ritroveranno a Salò. Un ricordo speciale per Gianni Panella. La scuola professionale fu fondata a Gardone Riviera nel 1961 a Villa Alba. Iniziò con 23 studenti

Alberghiero, rimpatriata degli ex

22/10/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Domani gli ex allievi del­l’Is­ti­tu­to pro­fes­sion­ale alberghiero di Gar­done Riv­iera si ritro­ver­an­no nel­l’an­ti­ca casci­na San Zago di Salò per il tradizionale incon­tro d’au­tun­no, orga­niz­za­to dal­la Asso­ci­azione che fa capo a Enri­co Bosco. Nel­l’oc­ca­sione ver­rà ricorda­to Gian­ni Panel­la, scom­par­so l’an­no scor­so, un aut­en­ti­co «faro di rifer­i­men­to. E’ sta­to un col­le­ga, un ami­co. Ha sor­bito la gavet­ta, pieno di uman­ità, mai con sup­po­nen­za». Pri­ma di diventare sin­da­cal­ista, poi sin­da­co di Bres­cia e con­sulente del grup­po Luc­chi­ni, Panel­la era usci­to pro­prio da ques­ta scuo­la, e ave­va com­in­ci­a­to a lavo­rare in un hotel di Riva. Vil­la Alba è sta­ta la pri­ma scuo­la alberghiera del­la Lom­bar­dia. Ce n’era una a Stre­sa, in Piemonte, l’al­tra ad Abano, nel Vene­to. L’idea nacque durante una crociera nel Mediter­ra­neo. Ne par­larono l’onorev­ole Mario Pedi­ni, il diret­tore gen­erale al Min­is­tero del­la pub­bli­ca istruzione Alear­do Sac­chet­to (poi diven­ta­to pres­i­dente del Vit­to­ri­ale, dal ’64 al ’74 ndr), il pro­pri­etario del Grand Hotel (Enri­co Miz­zaro) e i respon­s­abili dei pochi isti­tu­ti esisten­ti. Tut­ti con­cor­darono sul fat­to che Gar­done Riv­iera sarebbe sta­ta la cor­nice adat­ta, e Vil­la Alba la sede ide­ale. Ma c’era un osta­co­lo da super­are: l’ed­i­fi­cio appartene­va alla Saf­fa di , la dit­ta pro­dut­trice dei fiammiferi. Che fare? Il comune vendette uno spic­chio del par­co, autor­iz­zan­do la costruzione del­l’Eu­ro­tel. E, coi sol­di incas­sati, acquistò per 40 mil­ioni lo splen­di­do immo­bile. Molti oper­a­tori tur­is­ti­ci locali fir­marono le cam­biali, garan­ten­do il paga­men­to. Insom­ma, un’­op­er­azione che coin­volse parec­chia gente. Nel ’61 la scuo­la iniz­iò, con 23 ragazzi. Proveni­vano dal­l’in­tera provin­cia. Le iscrizioni furono rac­colte nel sot­toscala del munici­pio. Nei pri­mi mesi il pre­side Costante Bel­let­ti, i pro­fes­sori e gli stu­den­ti man­giava­mo assieme ai mura­tori. In dicem­bre ven­nero istal­late le cucine. L’an­no dopo, con tre sezioni (Cuci­na, Sala-bar, Seg­rete­ria d’al­ber­go), gli allievi diven­tarono novan­ta. I seg­reti del boom imme­di­a­to? L’ar­ri­vo di due per­son­ag­gi di spic­co: Mari­no Tri­gari, maitre del Savoy, e Car­lo Pag­gi, cuo­co del Grand Hotel. Quest’ul­ti­mo ave­va avu­to tra i suoi cli­en­ti Win­ston Churchill, il capo del gov­er­no inglese. Appe­na andati in pen­sione, Bel­let­ti li con­vinse a inseg­nare. Davvero un gran colpo. Il pre­side, allo­ra, pote­va scegliere i pro­fes­sori, sen­za dover seguire le grad­u­a­to­rie. E rispon­de­va a un con­siglio di ammin­is­trazione. All’inizio gli stu­den­ti era­no ospi­tati in case pri­vate o nelle pen­sioni di Gar­done Riv­iera: Paoli­na, Gar­de­nia, ecc. E la scuo­la dava un con­trib­u­to per far fronte alle spese sostenute dalle famiglie. Il pran­zo di mez­zo­giorno, nel salone al piano ter­ra, rien­tra­va nelle ore di…esercitazione. D’es­tate e nel peri­o­do natal­izio i ragazzi anda­vano a fare prat­i­ca in alberghi e ris­toran­ti. Una vol­ta usci­ti, pren­de­vano le strade più svari­ate. In giro per il mon­do. Vil­la Alba ha ospi­ta­to nomi d’al­to ran­go: Andrej Gromiko, min­istro degli Esteri del­la Rus­sia, accom­pa­g­na­to da Giuseppe Luraghi (Alfa Romeo) e Gino Luc­chi­ni; Gio­van­ni Leone, pri­ma di essere elet­to pres­i­dente del­la repub­bli­ca; Raoul Fouller­au; l’ed­i­tore Arnol­do Mon­dadori. La scuo­la, dopo avere “figlia­to” le sezioni stac­cate di , sul­la spon­da veronese del lago, Dar­fo Boario, in Valle Camon­i­ca, Desen­zano e Bres­cia, nel quartiere Noce, ha cam­bi­a­to sede e nome. Adesso si chia­ma “Cate­ri­na de’ Medici”, ed è diret­ta da Calu­dio Maz­za­cani. Saba­to gli ex allievi si ritro­ver­an­no a Salò per ricor­dare i vec­chi tem­pi. Ci saran­no anche Ste­fa­nia Panel­la, la figlia di Gian­ni Panel­la, e Mar­co Bonomet­ti, delle Officine mec­ca­niche rez­za­te­si. «Bonomet­ti — sot­to­lin­ea Bosco — ha dato dimostrazione di come si aiu­tano gli amici”.