Geologo sommozzatore scova i cedimenti della banchina

Canale malato, parola di sub

23/01/2002 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

La per­izia, in Provin­cia, arriverà nei prossi­mi giorni ed uscirà ben scrit­ta dagli uffi­ci del­la Sogetec di Berg­amo: ma già ieri a mez­zo­giorno, pochi minu­ti dopo essere usci­to tut­to goc­ci­olante e int­i­rizzi­to dal­l’ac­qua gel­i­da del Canale del­la Roc­ca con la muta da sub (ci sono anche i tec­ni­ci che per lavoro devono diventare som­moz­za­tori!), il geol­o­go Fabio Baio il suo verdet­to lo ave­va già abboz­za­to e det­ta­to, metro per metro, al suo col­le­ga di ispezione Gian­maria Longhi. Sì, la banchi­na è da rinforzare.E’ da rin­forzare, per la pre­ci­sione, su tut­to il lato ovest dal­la parte del­la Spi­ag­gia degli Olivi e, per buona lunghez­za, sul­la parte che si affac­cia alla Roc­ca. Il moto ondoso, uni­to al turbinio delle eliche dei gran­di moto­scafi che da anni vi appro­dano, ha por­ta­to via il ter­rapieno su cui pog­gia­vano — alcu­ni da sec­oli — i pietroni del­la banchi­na, ha sca­v­a­to delle rien­tranze ed ora c’è il ris­chio reale che vi pos­sano essere dei ced­i­men­ti sui bor­di del canale: anzi, in alcu­ni pun­ti già si notano delle fles­sioni. Il geol­o­go-som­moz­za­tore Fabio Baio per arrivare alla sua sen­ten­za — espres­sa­mente richi­es­ta dal­la Provin­cia — ha per­lus­tra­to per almemo un’o­ra tut­to il canale del­la Roc­ca, mai così povero d’ac­qua come in questi giorni. Il risul­ta­to del sopral­lu­o­go, uni­to al risul­ta­to di una strati­grafia del­la spon­da (che la stes­sa Sogetec di Berg­amo ave­va ese­gui­to in dicem­bre per indi­vid­uare le pos­si­bil­ità di ini­ettare micropali in cemen­to), finirà — come abbi­amo det­to — in Provin­cia, a cui com­pete di decidere quali oper­azioni met­tere in cam­po a pro­tezione del canale che carat­ter­iz­za Riva dai tem­pi dei veneziani. «Ci sono vari sis­te­mi di inter­ven­to — ci ha det­to Fabio Baio — ma sicu­ra­mente il più con­sono mi sem­bra quel­lo di chi­ud­ere provvi­so­ra­mente il canale (con una get­ta­ta di ter­ra e con delle palan­cole), svuo­tar­lo del­l’ac­qua e pro­cedere ai rin­forzi in cemen­to in tut­ti i pun­ti che rischi­ano di cedere». La cura, insom­ma, è pos­si­bile. Per­al­tro con lo svuo­ta­men­to, si potrebbe pro­cedere una vol­ta per tutte anche al dra­gag­gio e alla pulizia del­la mel­ma. Sono a dis­po­sizione un paio di miliardi.