Un infettivologo svizzero segnala il rischio. Ma non tutti gli scienziati sono concordi. Lo “Sportello dei Diritti”: nell’incertezza della scienza è meglio prevenire e continuare a stare a casa. Attendiamo di uscire dal tunnel per riprendere la vita normale

Coronavirus e jogging: la corsetta fuori casa può far contagiare altre persone.

06/04/2020 in Senza categoria
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Di Redazione

Nonos­tante i giusti invi­ti, anzi l’obbligo di restare a casa, sono trop­pi col­oro che anco­ra scal­pi­tano per una sgam­bata per andare a fare un pò di foot­ing pro­prio in ques­ta del­i­catis­si­ma fase nel­la quale il nos­tro Paese inizia a vedere l’uscita dal tun­nel di ques­ta tremen­da emer­gen­za che risponde al nome di “Coro­n­avirus”. Sono tan­ti gli scien­ziati che ci con­tin­u­ano a ricor­dare che rimanere a casa può fare la dif­feren­za e non è il tem­po di per­pet­u­are abi­tu­di­ni che nor­mal­mente e cor­ret­ta­mente sono con­sid­er­ate sane.

La con­fer­ma che anche andare a cor­rere può far con­ta­gia­re gli altri arri­va da un’intervista su 20minuten e ripor­ta­ta da Tici­noon­line, di un infet­tivol­o­go svizze­ro, il dot­tor Andres Cerny, Diret­tore di Epa­to­cen­tro Tici­no, oltre che medico accred­i­ta­to alla Clin­i­ca Mon­cuc­co. Questi ha affer­ma­to che «Anche andare a fare jog­ging com­por­ta un pos­si­bile ris­chio di trasmis­sione di coro­n­avirus nei con­fron­ti delle altre per­sone». Il medico ha ritenu­to dover pre­cis­are in tal sen­so che: «Facen­do jog­ging, col­oro che cor­rono pro­ducono molto aerosol, che rima­nen­do nel­l’aria potrebbe trasmet­tere il virus alle per­sone nelle loro strette vicinanze».

E ciò potrebbe acuir­si nei sen­tieri e nelle strade strette, dove due metri di dis­tan­za non sono facil­mente applicabili.

«La dif­feren­za tra le nor­mali goc­ci­o­line (di cui si par­la tan­to recen­te­mente) e l’aerosol è la grandez­za: l’aerosol, essendo di dimen­sioni ridotte, può rimanere nel­l’aria ed essere ril­evabile per cir­ca tre ore, men­tre le goc­ci­o­line scen­dono rap­i­da­mente (in cir­ca 10 minu­ti) a ter­ra o su altre super­fi­ci» ha sot­to­lin­eato il dot­tor Cerny. L’aspetto pos­i­ti­vo è che il virus con­tenu­to nel­l’aerosol a con­tat­to con l’aria fres­ca si diluisce velocemente.

«In ogni caso, il ven­to che si crea quan­do una per­sona corre riduce forte­mente la con­cen­trazione di virus nel­l’aria, e di con­seguen­za, cala anche la prob­a­bil­ità di trasmet­tere il virus ad un’al­tra per­sona» ha evi­den­zi­a­to lo spe­cial­ista in malat­tie infettive.

Tut­tavia, nel caso di ven­to, bisogna fare atten­zione. «È pos­si­bile che il ven­to spin­ga l’aerosol o le goc­ci­o­line in una deter­mi­na­ta direzione. Comunque, come ripetu­to più volte, il prin­ci­pio più impor­tante da seguire rimane quel­lo del­la dis­tan­za sociale: più si sta alla larga, minore è la pos­si­bil­ità di venir infet­tati» ha con­clu­so il medico.

Dev’essere però pre­cisato, ril­e­va Gio­van­ni D’Agata, pres­i­dente del­lo “Sportel­lo dei Dirit­ti”, che come cor­ret­ta­mente ripor­ta­to dal gior­nale elveti­co, il fat­to che il virus pos­sa essere trasmes­so tramite aerosol è un’even­tu­al­ità in fase di stu­dio, anco­ra al vaglio degli scien­ziati, e non sup­por­t­a­ta da tut­ti gli esper­ti. Soprat­tut­to in una situ­azione nat­u­rale, al di fuori di un ambi­ente con­trol­la­to di lab­o­ra­to­rio, non ci sono le basi sci­en­ti­fiche per confermarlo.

In ogni caso, nell’incertezza ed in una fase del­i­catis­si­ma quale quel­la che sti­amo viven­do, è cer­ta­mente cor­ret­to e doveroso con­tin­uare sul­la stra­da indi­vid­u­a­ta dal nos­tro gov­er­no nel­la scelta di far­ci rimanere tut­ti a casa e ad atten­dere anco­ra qualche giorno pri­ma di ripren­dere le nos­tre sane abi­tu­di­ni e gli sport ago­nis­ti­ci e non.

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