Il Parco dell’Oglio tenta di salvare una felce rarissima in via di estinzione

07/11/2013 in Territorio
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Di Luigi Del Pozzo

Il 10 giug­no del 1988 Euge­nio Zan­ot­ti sco­pri­va, con grande stu­pore, una colo­nia di felce flori­da (Osmun­da regalis L.) nel Par­co dell’Oglio Nord, in Comune di Roc­cafran­ca a con­fine con i ter­ri­to­rio di Orz­in­uovi, in una fas­cia di can­neto che bor­da­va un canale cola­tore che attra­ver­sa una zona con ter­reno piut­tosto tor­boso e umi­do (Natu­ra Bres­ciana, 25 (1988) 1990, pag. 381–382).

Tale felce fu descrit­ta in pas­sato come abbas­tan­za fre­quente nel 1871 da Elia Zer­si, nel suo prospet­to del­la flo­ra bres­ciana, e, più avan­ti l’Ugolini nel 1922 la anno­ta fra le “fel­ci tor­bicole e microterme discese coi ghi­ac­ciai antichi o relit­ti glaciali” ricor­dan­done la pre­sen­za nelle “lame” bres­ciane. Da allo­ra, dopo le gran­di boni­fiche del­la zone palu­dose di Leno, Ghe­di, Isorel­la e di Tor­bole e Maclo­dio, a causa appun­to del­la scom­parsa del suo habi­tat nat­u­rale, la più grande felce d’Europa fu ritenu­ta estin­ta nel­la pia­nu­ra bres­ciana.

L’unica stazione che con­ser­va­va la pianta nel ter­ri­to­rio bres­ciano era un trat­to di spon­da del Lago Moro, scop­er­ta dal Pen­zig nel 1919. Negli ulti­mi anni la zona di cresci­ta nel Par­co dell’Oglio ha subito ripetute manomis­sioni, soprat­tut­to a causa di incen­di dolosi del can­neto che han­no via via ridot­to a pochi cespi l’originario popo­la­men­to del­la felce. Ciò ha indot­to lo Zan­ot­ti a riv­ol­ger­si alla sezione di botan­i­ca de Civi­co di Scien­ze Nat­u­rali di Bres­cia con la quale col­lab­o­ra da oltre trent’anni, al Par­co dell’Oglio, al Cen­tro Flo­ra Autoc­tona del­la che ha autor­iz­za­to il prog­et­to di inter­ven­to, e al con­dut­tore del ter­reno agri­co­lo con­fi­nante, da un lato per pre­dis­porre un prog­et­to di rein­tro­duzione “in situ” del­la felce, dall’altro per coin­vol­gere l’azienda agri­co­la al fine di tute­lare il can­neto e seg­nalare ogni abu­so lun­go il canale lim­itro­fo.

Sono state rac­colte quin­di in mag­gio le spore dalle pan­noc­chie e alcu­ni rami con gli spo­ran­gi non anco­ra aper­ti e con­seg­nati, ai Sig­nori Cresci­ni pro­pri­etari dei Vivai Val­fred­da che gen­til­mente si sono offer­ti di far ger­minare le spore nei loro lab­o­ra­tori per ottenere le piantine da usare per la rein­tro­duzione. L’intervento è pre­vis­to per saba­to 16 novem­bre alle ore 10.00, con l’aiuto delle guardie eco­logiche del Par­co dell’Oglio Nord coor­di­nate dal coman­dante Giuseppe Palet­ti. Saran­no pre­sen­ti autorità dei comu­ni di Roc­cafran­ca e Orz­in­uovi, del Par­co dell’Oglio Nord, Euge­nio Zan­ot­ti ed il tito­lare dell’Azienda Agri­co­la con­dut­trice del fon­do.

 

 

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