Per i 50 anni della sezione di Verona Al Baldofestival stasera Turri con «Paesaggio e silenzio»

Il Soccorso alpino ricerca nuove leve

16/09/2004 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Pas­sione pura per la mon­tagna, volon­tà di aiutare per­sone infor­tu­nate o in peri­co­lo di vita, grande disponi­bil­ità, adde­stra­men­to, resisten­za, conoscen­za del ter­ri­to­rio: sono carat­ter­is­tiche indis­pens­abili a chi da alpin­ista vuole divenire volon­tario del Soc­cor­so alpino (Cnsas, cor­po nazionale soc­cor­so alpino e spele­o­logi­co) che quest’anno com­pie 50 anni. Una data che il Bald­ofes­ti­val ha ricorda­to con il sem­i­nario tenu­tosi al bar ris­torante San Mar­co. C’erano Mar­co Vig­no­la e Rober­to Moran­di, capos­tazione e vice­ca­pos­tazione Cnas di Verona, Mat­teo Vian­i­ni, tec­ni­co e istrut­tore regionale del Soc­cor­so alpino, Clau­dio Tubi­ni, ex soc­cor­ri­tore e pio­niere dell’elisoccorso. In tre ore Moran­di ha proi­et­ta­to decine di dia­pos­i­tive che han­no ben reso l’idea di cosa vuole dire fare soc­cor­so in mon­tagna: schier­are una squadra effi­ciente di tec­ni­ci. Ser­vono anche nuove leve e al Bald­ofes­ti­val è sta­ta lan­ci­a­ta un’idea: «Se in pri­mav­era orga­nizzerete un’esercitazione a cui si pos­sa assis­tere, comu­ni­cate­celo e noi porter­e­mo grup­pi per far conoscere cosa fate». «Nel­la sezione di Verona siamo in 25, tre medici, cinque tec­ni­ci dell’elisoccorso, un infer­miere pro­fes­sion­ale, cinque tec­ni­ci del soc­cor­so alpino, un’unità cinofi­la e gli oper­a­tori. Siamo spe­cial­iz­za­ti nel recu­pero dis­per­si, col­la­bo­ri­amo con la in caso di calamità, lavo­riamo nel­la pre­ven­zione degli infor­tu­ni», spie­ga Vig­no­la. «Ogni anno fac­ciamo da 25 a 30 inter­ven­ti; quest’anno siamo a quo­ta 22. Due domeniche fa siamo inter­venu­ti al Vajo dell’Orsa e poi abbi­amo sal­va­to un sig­nore da due giorni iso­la­to in un canalone di Cima Val Drit­ta». La sezione veronese è nata 33 anni fa. «Da allo­ra si è fat­ta tan­ta stra­da; i mate­ri­ali sono mod­erni, i mezzi a dis­po­sizione riducono i tem­pi di inter­ven­to. Molte oper­azioni sono por­tate a ter­mine con il sup­por­to dell’elicottero di Verona Emer­gen­za che, gra­zie all’interessamento del diri­gente del 118 Gio­van­ni Cipolot­ti, ora è dota­to di ver­ri­cel­lo per calare sca­la­tori in parete». Indis­pens­abili le tec­nolo­gie, ma il soc­cor­so Alpino non ci sarebbe sen­za i volon­tari, con spir­i­to e ani­ma uguali a quel­li di cinquant’anni fa. Ma cosa spinge a diventare soc­cor­ri­tori? «Vera­mente non so», dice Vig­no­la. «Io sono alpin­ista, a volte mi chiedo chi ver­rebbe a pren­der­mi se mi accadesse qual­cosa, vor­rei che fos­se uno di noi. Così met­to a dis­po­sizione la mia espe­rien­za per­ché, se si infor­tu­nasse un col­le­ga o un ami­co, desider­erei aiu­tar­lo io». Richiede enorme disponi­bil­ità questo servizio, fat­to sen­za nul­la chiedere in cam­bio da alpin­isti che devono saper arrampi­care su roc­cia e ghi­ac­cio, scia­re fuori pista, conoscere il ter­ri­to­rio. Sono loro gli angeli cus­to­di anche di chi spes­so va in mon­tagna sen­za nem­meno curar­si di come essa vada affronta­ta. Lo sot­to­lin­ea Tubi­ni: «Noi soc­cor­ri­amo sem­pre chi ha bisog­no, ma chi va in quo­ta deve far­lo con coscien­za, non in cos­tume e cia­bat­te. Serve allena­men­to, un abbiglia­men­to adegua­to, van­no stu­diati i per­cor­si, si deve las­cia­re sem­pre det­to dove si va: il libro del rifu­gio c’è per questo». Non­cu­ran­za? Igno­ran­za? Dis­in­for­mazione? Per­ché non chiedere ai soc­cor­ri­tori di fare pure gli edu­ca­tori? «Cer­chi­amo di fare anche questo, ma siamo in pochi e abbi­amo appe­na il tem­po per gli inter­ven­ti», dice Vig­no­la. «Ci era sta­ta chi­es­ta una sen­si­bi­liz­zazione pro­gram­ma­ta nelle scuole, ma non abbi­amo risorse suf­fi­ci­en­ti». Dunque si cer­cano rin­forzi, ma tra gente molto prepara­ta e moti­va­ta: «A Verona dovrem­mo essere almeno una trenti­na, ma non di più per­ché dob­bi­amo anche con­tenere i costi; i cor­si di adde­stra­men­to per esem­pio sono caris­si­mi». Così il Bald­ofes­ti­val lan­cia un’altra idea: «Il rica­va­to del­la nos­tra ser­a­ta di gala, che quest’anno va al “Sen­tiero per tut­ti”, l’anno prossi­mo potrem­mo donarlo a voi», antic­i­pa Gre­co. Oggi al Bald­ofes­ti­val, sem­pre al San Mar­co alle 21, il geografo veronese Euge­nio Tur­ri pre­sen­ta Pae­sag­gio e silen­zio, il suo ulti­mo vol­ume. Quin­di, con Raf­fael­lo Boni e Daniele Zani­ni, dis­cus­sione sul­la mostra fotografi­ca di Bald­ofes­ti­val «Alberi, pae­sag­gio e silenzio».

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