Nel salone della Domus è stato presentato il progetto «Navigando nel grande mare della solidarietà». Oltre duemila pazienti con problemi psichiatrici curati sul Garda

In barca si libera la mente

17/04/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

«Sono 2.165 i pazi­en­ti con prob­le­mi psichi­atri­ci che abbi­amo segui­to nel 2004 — spie­ga il dr. Gian­lui­gi Nobili, pri­mario dell’azienda ospedaliera di Desen­zano -. Il numero con­tin­ua a crescere. Cinque anni fa era­no infat­ti 1.500. L’area sul­la quale ope­ri­amo va da Limone a Sirmione (l’intera spon­da bres­ciana del ) e da Bagoli­no a Ser­le (la Valle Sab­bia), con una popo­lazione di 169 mila res­i­den­ti, in base ai dati del cen­si­men­to 2001. La media è di 14,76 pazi­en­ti con prob­le­mi psichi­atri­ci ogni mille abi­tan­ti, leg­ger­mente supe­ri­ore alla media regionale (13,7). Dopo il ter­re­mo­to del 24 novem­bre 2004 il repar­to è sta­to trasfer­i­to dall’ospedale di Salò a quel­lo di Gavar­do. Disponi­amo di ambu­la­tori a Gargnano, Vestone, Gavar­do, Prevalle, Maner­ba e Desen­zano. Il 20% dei nos­tri pazi­en­ti è affet­to da schizofre­nia, che colpisce soprat­tut­to i gio­vani, ed evolve ver­so la perdi­ta di tutte le capac­ità relazion­ali. I pri­mi sin­to­mi? Dif­fi­coltà di con­cen­trar­si, depres­sione, ansia, irri­tabil­ità. Il sogget­to diven­ta sospet­toso, aggres­si­vo e permaloso». Ieri mat­ti­na, nel salone del­la Domus di Salò, si è tenu­to il con­veg­no «Nav­i­gan­do nel grande mare del­la sol­i­da­ri­età». Sono sta­ti pre­sen­tati i prog­et­ti legati alla dis­abil­ità men­tale del Gar­da e del lago d’Iseo, e quel­lo sul­la respon­s­abil­ità d’im­pre­sa. Avrebbe dovu­to esser­ci anche , min­istro del Wel­fare, inutil­mente atte­so da un grup­po di (e la loro motovedet­ta sco­raz­za­va tra le onde del gol­fo, nel tim­o­re di atten­tati). Dopo il salu­to di Alessan­dro Sala, asses­sore del­la Provin­cia («dob­bi­amo met­tere una parte delle nos­tre energie a dis­po­sizione di chi ha bisog­no, per regalare un sor­riso»), Attilio Maroni, pres­i­dente del­la Can­ot­tieri, la soci­età locale («il nos­tro modo di inten­dere lo sport non è di lan­cia­re petar­di dal­la cur­va, ma impeg­nar­ci nel­la quo­tid­i­an­ità, mostran­do sen­si­bil­ità nei con­fron­ti di quan­ti sono meno for­tu­nati»), Loren­zo Riz­zar­di, del Cir­co­lo vela di Gargnano («vogliamo costru­ire por­ti acces­si­bili a tut­ti»), e di altre autorità, è sta­to pre­sen­ta­ta l’esperienza di «Hyak». «Il nome — ha spie­ga­to Nobili — è quel­lo del­la bar­ca su cui Jack Nichol­son, il pro­tag­o­nista del film «Qual­cuno volò sul nido del cucu­lo» di Milos For­man, portò un grup­po di pazi­en­ti. Una gita sul mare davan­ti al man­i­comio, scap­pan­do dal­la cus­to­dia dell’infermiera-aguzzina. Hyak come metafo­ra del­la ricer­ca del­la lib­ertà. La malat­tia men­tale pre­sen­ta una fase acu­ta, che richiede il ricovero. Poi c’è la fase del­la riabil­i­tazione in strut­ture res­i­den­ziali. I Cps, Cen­tri di pre­ven­zione sociale, si occu­pano invece del rein­ser­i­men­to. Col nos­tro prog­et­to pun­ti­amo sui più gravi. Gente che sof­fre di allu­ci­nazioni (uno dice di incon­trare il pres­i­dente Usa George Bush, l’altro di avere par­la­to in dialet­to bres­ciano con See­dorf, il gio­ca­tore del Milan) e deliri». «Noi inseg­ni­amo loro ad andare in bar­ca — inter­viene Bernar­do Olivet­ti -. Qualche lezione teor­i­ca e poi via, nel gol­fo, fino all’. Impara­no a tenere il tim­o­ne, a virare, a fare grup­po. Quest’anno sarà il quin­to. Inizier­e­mo il 27 aprile, con una deci­na di iscrit­ti. Sta­vol­ta la Can­ot­tieri, che ringrazi­amo per l’appoggio, fornirà dei Laser. La Nau­ti­ca di Moni­ga ci ha regala­to una bar­ca usa­ta, che con­ti­amo di rimet­tere in ses­to». Mar­co Ambro­gio spie­ga­to che molti han­no trat­to enor­mi van­tag­gi. «La vela è un mez­zo salutare — garan­tisce lo psi­coter­a­pueta -. Abbi­amo reg­is­tra­to notevoli miglio­ra­men­ti per quan­to riguar­da la capac­ità di rap­por­tar­si agli altri, con­trol­lare l’emotività, comu­ni­care, eccetera». Un prog­et­to sim­i­le par­tirà tra mag­gio e luglio anche a Iseo, gra­zie all’Associazione nau­ti­ca sebi­na. Lo han­no assi­cu­ra­to Luca Por­ro, inseg­nante, e Raf­faele Ravaglia, istrut­tore. Alla fine del­la mat­ti­na­ta si è par­la­to di +39, che sta preparan­do le regate di cop­pa Amer­i­ca, delle linee del­la respon­s­abil­ità di impre­sa e del codice eti­co che allena­tori, atleti e medici devono rispettare. Oggi, a Bogli­a­co di Gargnano, sarà pre­sen­ta­to il Mar­tin 16, la nuo­va imbar­cazione a bul­bo per dis­abili che diven­terà classe olimpi­ca dalle Paraolimpia­di di Pechi­no 2008. A tenere a bat­tes­i­mo lo scafo saran­no i milane­si Fab­rizio Olmi, già azzur­ro ad Atene con il sin­go­lo del 2.4, e il suo allena­tore Car­lo Annoni. Alle 11, tem­po per­me­t­ten­do, si svol­gerà la rega­ta «Por­ta in bar­ca un ami­co», con la parte­ci­pazione di varie asso­ci­azioni: Eos, Ben Leva, , e così via. Alle 20.30 con­clu­sione con «Nav­i­gan­do in musi­cal», al teatro dell’oratorio di Mader­no. I ragazzi del grup­po «I figli di Manuel» pro­por­ran­no «Mary Poppins».