Nel Basso Garda, la comunità monastica Metropolia Ortodossa di Milano e Aquileia.

La Chiesetta dei Morti della Selva rinata grazie agli ortodossi

09/10/2013 in Cultura
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Di Luigi Del Pozzo

Mes­sa in sal­vo l’antica e stor­i­ca chiesa dei Mor­ti del­la Sel­va di Lona­to. Gra­zie alla comu­nità monas­ti­ca del­la Metropo­lia Orto­dos­sa di e Aquileia che, tramite un accor­do con i pro­pri­etari, i Baroni Lan­ni Del­la Quara, han­no potu­to avere in uso ques­ta splen­di­da strut­tura edi­fi­ca­ta all’interno del laz­zaret­to, dove ven­nero rac­colte le centi­na­ia di vit­time del­la spaven­tosa peste risalente 1445. Quel­l’epi­demia anche det­ta “peste di Padenghe”, ma che colpì i comu­ni vici­ni, del Bas­so Garda.

Su inter­ven­to del­la nobile famiglia degli Averol­di, il luo­go fu adibito a cimitero per i mor­ti di peste e nel 1575 pas­sa sot­to la giuris­dizione del­la Par­roc­chia di Bedi­z­zole. Nel 1723, sem­pre per inter­ven­to degli Averol­di, la chieset­ta venne ricostru­i­ta nelle linee attuali. Un seg­no del­la devozione popo­lare sono gli ex voto e la stele sor­mon­ta­ta da Croce, eretta nel 1854 da Ange­lo Seri­na di Lonato.

Un’al­tra croce, rin­no­va­ta nel 1888, e restau­ra­ta dai monaci orto­dos­si, ricorderebbe alcune fan­ci­ulle che per sfug­gire alle insi­die dei France­si perirono in una buca col­ma di calce viva.

Ora il monas­tero orto­dos­so, uno dei pochi pre­sen­ti nel Nord Italia, è una realtà ben rad­i­ca­ta e i tre monaci che lo cus­todis­cono cel­e­bra­no tut­ti i giorni le loro liturgie: al mat­ti­no alle 9.30, il pomerig­gio  alle19.30 e la domeni­ca alle 9.30.

Chiesa dei Morti della Selva, monastero ortodosso

In una casuale visi­ta abbi­amo avu­to il piacere di incon­trare, oltre ai monaci e al dia­cono padre Are­se­nie (con­sacra­to pro­prio in questo monas­tero lo scor­so 18 agos­to in occa­sione del­la visi­ta pas­torale), anche l’arcivescovo orto­dos­so mons. Avon­dios (nel­la foto) che ci ha pre­an­nun­ci­a­to per domeni­ca 10 novem­bre la con­sacrazione del­la chiesa ded­i­ca­ta a San Michele, “Sanc­ti Michaelis Archangeli”. Lo stes­so arcivesco­vo ci ha rac­con­ta­to di conoscere assai bene la zona essendo sta­to spes­so ospite dell’ da sem­pre impeg­na­ta, gra­zie all’Opera di San Gio­van­ni Cal­abria, per l’unione delle chiese.

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