«Itinerari di fede» Undici percorsi tra l’arte nascosta

Monte Baldo da scoprire

01/12/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Itin­er­ari del­la Fede sul monte Bal­do, ulti­mo libro scrit­to da Bor­to­lo Frac­aroli, è sta­to pre­sen­ta­to a Vil­la Nich­eso­la, sede del­la Comu­nità del Bal­do (che lo ha edi­to con la Provin­cia). Il vol­ume pro­pone infor­mazioni preziose su 11 mer­av­igliosi itin­er­ari, lun­go 96 sen­tieri Cai, per­cor­ren­do i quali si trovano chiese, cro­ci e capitel­li. «Luoghi ove si pos­sono anco­ra intuire i volti, le voci, le tec­niche man­u­ali, i pasti fru­gali, le scarse mer­ce­di, il momen­to del­la preghiera unanime degli art­efi­ci degli antichi e nuovi siti sac­ri», scrive nell’introduzione il vesco­vo di Verona, Flavio Rober­to Car­raro. «Sono itin­er­ari costru­iti dai nos­tri avi con tan­ta fat­i­ca, che ci invi­tano alla sol­i­da­ri­età», ha det­to Cipri­ano Castel­lani, pres­i­dente del­la Comu­nità, «a stare insieme come in pas­sato, quan­do le dif­fi­coltà si con­di­vide­vano, men­tre oggi siamo con­vin­ti di non avere più il tem­po di farlo».Fracaroli ha scor­so appe­na il suo libro, una gui­da cura­ta e con belle foto, per­ché ha volu­to lan­cia­re un appel­lo a com­bat­tere con­tro cer­ta aggres­siv­ità del tur­is­mo mod­er­no. «Sti­amo las­cian­do morire tante cro­ci e capitel­li, che in pas­sato seg­na­vano la memo­ria di chi fat­icò per queste vie del Bal­do», ha det­to, «sono rov­inati e mal tenu­ti, vor­rei invitare anche la Comu­nità a cen­sir­li per sal­vare quan­to res­ta». Un invi­to subito accolto da Castellani.Tra i dan­ni peg­giori: «A Fer­rara di Monte Bal­do è sta­ta sopraf­fat­ta dal­la veg­e­tazione la croce che ricor­da i molti sol­dati mor­ti durante una valan­ga nel 1916, due edi­cole sono peri­colan­ti in local­ità Castel­lo e Cervi; a San Zeno in local­ità Bor­done c’è una chiesa fatis­cente; sono da restau­rare il con­ven­to di Bor­a­go di Bren­zone e il più alto baito del veronese, 15 metri sot­to il rifu­gio Telegrafo». Frac­aroli pha pros­e­gui­to: «Trop­pi restau­ri di edi­cole sono sta­ti fat­ti ricostru­en­do e non recu­peran­do l’edilizia originaria».Gli itin­er­ari descrit­ti da Frac­aroli tra il Bal­do e il Gar­da sono alcu­ni da fare a pie­di, altri in auto. L’autore indi­ca i tem­pi e sug­gerisce di par­tire muni­ti del­la nuo­va car­ta dei sen­tieri dei Grup­pi alpin­is­ti­ci verone­si. Gli itin­er­ari sono: Tor­ri, Albisano e Mar­ci­a­ga; Bren­zone, Mal­ce­sine e Navene; Cas­sone di Mal­ce­sine, ere­mo dei San­ti Benig­no e Caro; due gior­nate nel capri­nese e poi in val Trovai; da San Michele di Mal­ce­sine a mal­ga Fiabio a Co’ di Piom­bi; da Pra­da Bas­sa a forte di Naole e ritorno; dal­la val D’Adige: Brenti­no, Madon­na del­la Coro­na orto botan­i­co di Novezzi­na; da Novezzi­na a cima Telegrafo, le creste; Trat­to Spino, ere­mo dei San­ti Benig­no e Caro; dall’eremo dei San­ti Benig­no e Caro al sen­tiero panoram­i­co del Gar­da, e di nuo­vo a Pra­da Alta-seg­giovia; Pra­da Alta, in seg­giovia al rifu­gio Mon­di­ni-Mal­ga Pra­da e arri­vo sui prati di Costa­bel­la, mal­ga Val­fred­da-Cro­cetta, Fer­rara di Monte Bal­do, Brenti­no; Cisano, Bar­dolino, ere­mo Camal­dolese, Garda.«Camminare per queste vie por­ta l’attenzione a chiese, cam­panili, immag­i­ni e stat­ue sacre, pic­coli tem­pli alza­ti nel pas­sato», scrive il Vesco­vo, «la gui­da invi­ta a cam­minare con il pro­prio vis­su­to. Il cre­ato di per sé è un omag­gio, una preghiera al sig­nore, tap­pa per tap­pa». Ecco dunque l’invito a trovare un sis­tema, anche sul Bal­do, per ren­dere vis­itabili le chiese, ten­er­le aperte sen­za rischiare di trovar­le depre­date.

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