In corso, con un contributo di Cariverona, un importante intervento di recupero sul corpo centrale e la cappella

Pedoni felici grazie alla chiesa

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

La rimozione dei pan­nel­li che copri­vano il cantiere ha aper­to al pub­bli­co la nuo­va area pedonale rica­va­ta a ridos­so del­la otto­cen­tesca cap­pel­la feri­ale di via XXX Mag­gio, nel cen­tro stori­co. La costruzione, prog­et­ta­ta e real­iz­za­ta dagli aus­triaci come sacres­tia del­la par­roc­chiale di San Mar­ti­no, é ogget­to di un impor­tante inter­ven­to di con­sol­i­da­men­to sta­ti­co strut­turale, con un finanzi­a­men­to di 43 mila euro dal­la Fon­dazione Cariverona.«S’è con­clusa una pri­ma fase di lavori su questo edi­fi­cio costru­ito nel 1833 e sogget­to a vin­co­lo mon­u­men­tale», spie­ga Lino Vit­to­rio Bozzet­to prog­et­tista architet­ton­i­co dell’intervento.«I lavori si sono pro­trat­ti oltre il pre­vis­to per il ritrova­men­to di inse­di­a­men­ti arche­o­logi­ci data­bili all’epoca tar­do romana e bas­so medievale. Inse­di­a­men­ti per cui la Soprint­en­den­za arche­o­log­i­ca di Verona ha effet­tua­to sag­gi, ril­e­va­men­ti e cam­pi­ona­ture che han­no richiesto tem­po». Pri­ma dei lavori lo spazio ester­no di per­ti­nen­za del­la cap­pel­la feri­ale, di pro­pri­età del­la par­roc­chia, era uti­liz­za­to per la sos­ta dei veicoli des­ti­nati allo scari­co e cari­co mer­ci. L’area ora è sta­ta las­ci­a­ta libera.Un’ipotesi prospet­ta­ta dal sin­da­co durante uno dei sopral­lu­oghi effet­tuati al cantiere con il vice sin­da­co Wal­ter Mon­tre­sor. «L’idea di ren­dere pedonale ques­ta zona è nata pro­prio durante i lavori», pre­cisa il prog­et­tista. «Ci siamo resi con­to che uno spazio libero val­oriz­za­va la bellez­za mon­u­men­tale dell’edificio e don­a­va un val­ore fig­u­ra­ti­vo e di prospet­ti­va che era gius­to man­tenere», con­tin­ua Bozzetto.«L’amministrazione ha quin­di deciso di spostare in altra sede i posti auto per cari­co e scari­co e di far delim­itare l’area pedonale che oggi pos­si­amo vedere». I lavori sono sta­ti segui­ti, insieme a Bozzet­to, dall’ingegner Giampao­lo Naso per la parte strut­turale, e sono sta­ti real­iz­za­ti dal­l’im­pre­sa edile Gian­ni Alle­gri. «Adesso», spie­ga Bozzet­to, «dob­bi­amo atten­dere qualche set­ti­mana per l’assestamento dei lavori fat­ti. Dopo di che pros­eguire­mo con l’ultima fase: la sis­temazione e il restau­ro dell’interno dell’edificio».Ma quel­li alla cap­pel­la feri­ale non sono i soli inter­ven­ti che inter­es­sano la par­roc­chiale del cen­tro stori­co. Entro il 24 novem­bre, infat­ti, dovrebbe essere ulti­ma­to e mes­so in fun­zione il nuo­vo impianto di riscal­da­men­to. Un inter­ven­to per il quale il Comune ha stanzi­a­to un con­trib­u­to di 70 mila euro.E sem­pre tramite l’amministrazione comu­nale, la par­roc­chia ha inter­es­sato e pre­sen­ta­to richi­es­ta di con­trib­u­to sia alla Provin­cia che alla Regione.«L’opera che si prospet­ta è grande», com­men­ta il par­ro­co don Vale­rio Can­tari­ni, «dunque ogni aiu­to è sta­to e sarà prezioso e ringrazio sin d’ora chi ha volu­to e vor­rà sosten­er­la». Le parole di don Vale­rio fan­no rifer­i­men­to ai prog­et­ti rel­a­tivi pro­prio alla chiesa par­roc­chiale e per i quali sia la Curia che la Soprint­en­den­za han­no espres­so parere pos­i­ti­vo: il restau­ro con­ser­v­a­ti­vo delle sei vetrate, la mes­sa a nor­ma dell’impianto di illu­mi­nazione e il restau­ro del­l’in­ter­no dell’edificio.«La chiesa di San Mar­ti­no è uno degli edi­fi­ci stori­ci di Peschiera e la vocazione tur­is­ti­ca del paese fa si che ven­ga fre­quen­ta­ta non solo dai par­roc­chi­ani ma anche da molti vis­i­ta­tori stranieri e non». Assai di più, dunque, di un luo­go di cul­to des­ti­na­to soltan­to alla comu­nità locale. «Ha dunque una grande valen­za sia reli­giosa che stori­co-architet­ton­i­ca e per questo», con­clude il par­ro­co, «cre­do mer­i­ti sen­za ris­erve di ritornare al suo anti­co splendore».

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